SUI SIGNIFICATI DEL VOTO REGIONALE…

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La difficoltà di leggere ed interpretare le elezioni regionali appena espletate non è di poco conto. ll centro-destra forzista segna il declino di Berlusconi, soppiantato dal leghismo padano di Matteo Salvini, il prevedibile collettore dei voti di Forza Italia, che ha invertito, scrive Ilvo Diamanti in un’attenta analisi su la Repubblica, il binomio Forza -Leghismo in Lega- Forzismo. Una leadership che, pur evidenziata dal risultato del Veneto, si fonda sulla facile presa del “gassoso” linguaggio “contro”, contro la minaccia immigrazioni, Europa, Euro, slogan populisti privi di proposte costruttive e credibili, oltre che impraticabili. 5 Stelle: pur perdendo il 40, 4% rispetto alle europee dello scorso anno, rappresentano il voto di protesta eroso sia dall’astensionismo sia dal Leghismo.Il PD : rappresenta di gran lunga la prima forza del Paese, ma deve ritrovare compattezza, superare litigiosità, guardare alla dialettica interna come ad una risorsa irrinunciabile. La dialettica interna è la forza delle idee, è opportunità di crescita. Ma un principio deve rimanere saldo, quello del partito unitario, in cui la logica del confronto deve prevalere sullo scontro, e trovare la via della scelta condivisa e portata sempre avanti in modo unitario. L’elettorato PD che oggi non ha votato è tutto da riconquistare. Un’attenta analisi si impone, oggi, per riacquistare credibilità su quella parte dall’astensionismo che non si riconosce in un partito in cui la logica unitaria ha lasciato troppo spazio a individualismi scissionisti.

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