INTERROGAZIONE PARLAMENATRE SU PERICOLO RILASCIO FIBRE AMIANTO NELL’ACQUA POTABILE

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Atto n. 3-02691

Pubblicato il 17 marzo 2016, nella seduta n. 595

FASIOLO– Ai Ministri dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e della salute. –

Premesso che:

sulla stampa regionale e nazionale vengono pubblicate, con sempre maggiore frequenza, notizie allarmanti circa la presenza di fibre di amianto nelle reti idriche, poiché costituite da centinaia di chilometri di tubazioni in cemento amianto, come nella regione Friuli-Venezia Giulia;

la ricerca tecnico-scientifica sta mettendo in luce la pericolosità potenziale di tutti i materiali contenenti asbesto e, nello specifico, nel caso in cui questo minerale costituisca la conduttura, attraverso la quale scorre il flusso idrico;

considerato che, con legge n. 257 del 1992, è stato vietato l’impiego dell’amianto, stabilendo successivamente con il decreto del Ministro della salute 14 maggio 1996, recante normative e metodologie tecniche per gli interventi di bonifica, compresi quelli per renderlo innocuo, i criteri per la manutenzione e l’uso di tubazioni e cassoni in cemento-amianto, destinati al trasporto e/o al deposito di acqua potabile e non,

si chiede di sapere:

se ai Ministri in indirizzo risulti che sia stato eseguito un monitoraggio dello stato della rete idrica nazionale;

se si intenda effettuare una verifica dei livelli di concentrazione di fibre di amianto nell’acqua potabile;

se intendano assumere iniziative di propria competenza per sostenere, anche con l’impegno delle necessarie risorse, lo studio scientifico sulla pericolosità degli effetti dell’ingestione di fibre di amianto presenti nell’acqua potabile;

se, infine, intendano avviare una mappatura sullo stato di conservazione delle reti idriche in cemento amianto utilizzate per il trasporto dell’acqua potabile, e l’opportunità della loro sostituzione in tempi rapidi.

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