IL CENTRO DI RICERCA DEL CREA DI GORIZIA SARA’ VALORIZZATO E POTENZIATO

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Esprimo viva soddisfazione per la risposta positiva del Governo alla interrogazione in cui chiedevo le prospettive del CREA di Gorizia, sede per la cui sopravvivenza e valorizzazione mi sono adoperata, nella preoccupazione che il riordino nazionale degli Enti penalizzasse il Territorio. Il centro di ricerca di Via Trieste, che afferisce alla sede veneta di Conegliano, unico in FVG per l’agricoltura, sarà invece valorizzato e potenziato.

Il CREA ( Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e per l’Economia Agraria) , il nuovo Ente protagonista di un salto di qualità per la ricerca agricola ed alimentare, è costituito dalle iniziali 18 alle attuali 12 sedi in Italia.

Esprimevo nell’interrogazione la richiesta di dare nuove competenze alla nostra sede regionale di Gorizia, di importanza unica, per quanto poco conosciuta e poco valorizzata anche dal mondo agricolo. La mia visita in più occasioni alla sede e la conoscenza degli operatori mi ha convinta ad intervenire per la promozione di un Ente che merita sviluppo e investimento, anche per evitare, attraverso le competenze di analisi del suolo e la specializzazione vitivinicola, conflittualità sulle aree confinarie.

La risposta è stata molto esauriente e l’intento di valoroizzare la sede come luogo privilegiato a livello nazionale per la ricerca sulla vitivinicoltura è stata davvero una soddisfazione considerato il livello qualitativo dei nostri ricercatori e dei nostri tecnici.

Nella risposta ho rimarcato tuttavia l’esigenza che la sede del CREA ( unica nella Regione) sia dotata di ulteriori Tecnici e ricercatori, necessari a realizzaree analisi complesse in un amplissimo Territorio.

Ritengo che la Regione FVG saprà sostenere e valorizzare questo servizio statale.

Si riporta, di seguito, il resoconto della seduta di Commissione del 15 novembre 2016:

Il vice ministro OLIVERO risponde all’interrogazione n. 3-030263,a firma della senatrice Fasiolo,sulle competenze acquisite dalla sede di Gorizia del Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria (CREA).

Rileva in via preliminare che il processo di riorganizzazione del CREA, avviato dalla gestione commissariale fin dall’inizio del 2015, ha avuto come scopo principale quello di creare le premesse per un migliore coordinamento tra le strutture di ricerca dell’Ente superando, laddove possibile, la spiccata frammentazione preesistente.

In tal senso, tra i 12 Centri di ricerca del CREA (derivanti dal consolidamento degli attuali 18 Centri e 32 Unità), il Centro di viticoltura ed enologia è stato individuato quale polo di aggregazione delle competenze necessarie per lo sviluppo della filiera vitivinicola, cardine non solo della produzione destinata al mercato interno, ma anche dell’export italiano nel mondo.

Segnala che è acquisita nel mondo scientifico la consapevolezza che la ricerca avanzata, in grado di realizzare impatti positivi significativi sulle attività produttive, sull’ambiente e sulla società, richieda aggregazioni di competenze multidisciplinari. I possibili investimenti in infrastrutture d’avanguardia, per il livello di risorse necessarie per l’acquisizione e manutenzione e per le competenze che richiede l’impiego, non possono essere replicati in un ampio numero di sedi.

Alla luce di tali considerazioni, ritiene che l’aggregazione dell’attuale “gruppo di ricerca” di Gorizia (fino ad ora afferente al Centro per lo studio delle relazioni tra pianta e suolo di Roma) al Centro di viticoltura ed enologia, consentirà di integrare le significative competenze maturate dai ricercatori che vi operano, all’interno di un settore che, oltre al rilievo economico, rappresenta una porzione cospicua del territorio agrario italiano, ovvero circa 630 mila ettari. Una conduzione sempre più ispirata a criteri agroecologici e alla massimizzazione dei servizi ecosistemici avrà ricadute positive di ampia portata.

In tal senso, osserva che il paventato rischio di dispersione dell’esperienza maturata, del sapere acquisito e della rete di relazioni internazionali costruita dai ricercatori del “gruppo di ricerca” di Gorizia, si tramuta invece in una loro valorizzazione: essi apporteranno al Centro di viticoltura ed enologia competenze di grande rilievo, complementari a quelle degli attuali due Centri di ricerca (Viticoltura di Conegliano ed Enologia di Asti) e tre Unità di ricerca (Arezzo, Velletri e Turi) che, insieme, lo costituiranno. Tali competenze troveranno pertanto ampio spazio per sinergie positive a vantaggio della filiera, ma anche della crescita professionale degli stessi ricercatori.

Peraltro, anche per la collocazione geografica in cui opera, segnala che il futuro laboratorio di Gorizia del Centro di viticoltura ed enologia potrà ulteriormente favorire lo sviluppo del settore vitivinicolo, che già nel Nord-est, e in particolare nel goriziano, raggiunge livelli di eccellenza. E’ noto infatti che la qualità dei vini dipende in larga misura dalla qualità e dalla corretta gestione dei suoli e che quindi le competenze del laboratorio saranno in tal senso preziose anche per l’impatto economico che le ricerche riverseranno sul territorio.

Rileva infine che tra i Centri del CREA, quello di viticoltura ed enologia è il più vicino a Gorizia e che questo agevolerà significativamente la gestione amministrativa a vantaggio delle attività di ricerca.

La senatrice FASIOLO (PD) si dichiara soddisfatta della risposta del rappresentante del Governo. Auspica peraltro che presso il Centro di viticoltura ed enologia siano mantenute le unità di personale attualmente afferenti alla sede di Gorizia del CREA, mentre a livello operativo richiama l’attenzione sulle attività già in corso di svolgimento a tutela della qualità dei suoli e sulle sinergie in essere in materia di ricerca agroambientale, anche a livello internazionale.