Intervento in Aula sulla mozione sui docenti di seconda fascia e sull’abilitazione degli insegnanti precari

Facebooktwittergoogle_pluspinterestmailby feather

TESTO del mio Intervento in Aula sulla mozione n. 1-00718 sui docenti di seconda fascia e sull’abilitazione degli insegnanti precari
21 febbraio 2017

La mozione che ho sottoscritto con la Sen Puglisi e altri colleghi, con ferma convinzione,  è finalizzata a impegnare il governo in un’ operazione di approfondita analisi sui posti che saranno disponibili alla seconda e terza fascia d’istituto e sulla durata della fase transitoria per questa fascia di precariato, a dare seguito all’impegno di stabilizzazione dell’organico di fatto per realizzare un unico organico funzionale comprensivo anche i posti di sostegno. Obiettivo, oltre alla garanzia della continuità didattica, la valorizzare della formazione e dell’esperienza dei docenti .
La “Buona Scuola” (legge n.107 del 2015), lasciatemelo ripetere, dopo una fase storica insostenibile di precariato, determinata da riforme non concluse, stravolte nel tempo, precariato a cui ha contribuito anche il taglio delle cattedre del Ministro Gelmini, il  blocco dei concorsi nelle legislature Berlusconi, fase diventata cronica nel corso delle varie legislature, ha realizzato la più grande immissione nei ruoli dei docenti, inaugurando un sistema di formazione iniziale e di reclutamento che porterà alla definitiva stabilizzazione degli insegnanti precari e alla normalizzazione del sistema.
La legge ha portato all’assunzione di quasi 100.000 nuovi docenti delle graduatorie ad esaurimento, le cd. GAE di FIORONI, nate proprio per essere esaurite, di quasi 100.000 posti comprensivi di 50.000 nuovi posti per il potenziamento dell’offerta formativa; fu bandito nel 2016 un concorso per 63.712 posti, di cui 57.611 comuni, relativi, cioè, alle varie discipline, e 6.101 di sostegno, riservati agli abilitati; questa legislatura ha realizzato questo, oltre ad aver investito 200 milioni per premiare il merito dei insegnanti, 40 milioni per la formazione, 500 euro all’anno agli insegnanti per i consumi culturali di ciascuno, 126 milioni per il FIS (Fondo per l’Istituzione Scolastica), 90 milioni per le infrastrutture tecnologiche per le scuole, 100 milioni per l’alternanza scuola lavoro, 300 milioni per la costruzione di nuove scuole e, infine, 40 milioni per la prevenzione e la sicurezza degli edifici scolastici. Dati che mi pare doveroso rimarcare.Ma sono emerse inevitabilmente lacune e problemi in corso d’opera, evidenziati nel testo della mozione che ho sottoscritto con altri colleghi e che necessitano di soluzione, nè poteva essere diversamente, considerato l’immane sforzo per la riduzione del precariato, non pienamente assorbito.
La preoccupazione maggiore per i docenti ancora precari e per il personale ATA è l’articolo 1, comma 131, della legge: “A decorrere dal 1º settembre 2016, i  contratti  di  lavoro  a tempo determinato stipulati  con  il  personale  docente,  educativo, amministrativo,  tecnico   e   ausiliario   presso   le   istituzioni scolastiche ed educative statali, per la copertura di posti vacanti e disponibili, non possono superare la durata complessiva di  trentasei mesi, anche non continuativi.”
I problemi evidenziati dalla mozione trovano risposta nello schema di decreto legislativo recante il riordino del sistema di formazione iniziale e di accesso nei ruoli di docente nella scuola secondaria, reso più snello, un percorso triennale che porterà al ruolo direttamente, accesso funzionale alla valorizzazione sociale e culturale della professione.
Il decreto legislativo sopracitato introduce  un nuovo modello di formazione iniziale e di accesso del personale sia sui posti comuni che su quelli di sostegno e definisce una indispensabile disciplina transitoria, in particolare: si prevede che una quota dei posti sia riservata ai soggetti in possesso di abilitazione all’insegnamento conseguita mediante la disciplina previgente e a coloro che, all’entrata in vigore della norma, siano inseriti nelle graduatorie di 3a fascia di istituto con almeno 36 mesi di servizio.Si prevedono anche la semplificazione del percorso concorsuale per i soggetti abilitati, che  devono sostenere la sola prova orale; per i soggetti iscritti nelle graduatorie di istituto di terza fascia con almeno 36 mesi di servizio, che  devono sostenere solo una prova scritta e una prova orale;”
È prevista, inoltre, una semplificazione del percorso di formazione e tirocinio per i vincitori del concorso in possesso dell’abilitazione; percorso ridotto al terzo anno del contratto anche per i docenti che hanno prestato servizio per 36 mesi, per i vincitori del concorso per i posti di sostegno, in possesso di specializzazione.
Anche i vincitori del concorso, in assenza di abilitazione, inseriti nelle graduatorie di istituto di terza fascia con almeno 36 mesi di servizio (anche non continuativi) potranno godere di una semplificazione del percorso triennale di formazione e tirocinio. Essi sono infatti ammessi al terzo anno di contratto dopo il conseguimento del diploma di specializzazione.
Per i restanti  verrà applicato l’articolo 399, comma 1, decreto legislativo 16 aprile 1994, n.297, “in base al quale l’accesso ai ruoli delle scuole di ogni ordine e grado ha luogo, per il 50 per cento dei posti assegnabili, mediante concorsi per titoli ed esami e, per il restante 50 per cento, attingendo alle stesse graduatorie. Anche i docenti assunti dalle graduatorie ad esaurimento sono destinatari di una proposta di incarico ed esprimono, secondo l’ordine delle rispettive graduatorie, la preferenza per l’ambito territoriale di assunzione, ricompreso fra quelli della provincia in cui sono iscritti”.Insomma, nel portare a termine questo ambizioso disegno,  considerate le variegate e complesse situazioni attualmente esistenti, ereditate, sottolineo, ereditate da responsabilità forti di altri governi alle quali abbiamo cercato di dare risposta, ritengo che la formazione iniziale e del sistema di reclutamento necessiti di  una fondamentale disciplina transitoria attraverso lo schema di decreto legislativo attualmente all’esame delle Camere (atto n. 377); fino alla stabilizzazione dei docenti ed alla soluzione del grave tema cronico e insostenibile del precariato. Tema che questa legislatura con il Governo Renzi ed il Governo Gentiloni ha dimostrato di voler sanare. Questa mozione ne è la chiara, ferma testimonianza.