Lingotto ‘17 Tornare al principio per ripartire insieme  

Facebooktwitterpinterestmailby feather

Lo scorso weekend ho partecipato al “Lingotto ’17: tornare a casa per ripartire insieme”.

L’evento è durato 3 giorni, il lavoro intenso e molto partecipato, sessioni con tavoli tematici e riunioni plenarie.

In tutto, 12 tavoli: Fare il Partito. Organizzazione, formazione, comunità; Tra populismi e democrazia. Costruire la società aperta; Europa e mediterraneo nelle sfide globali; Il potere del sapere. Capitale umano, scuola, università, ricerca; Lavoro di Cittadinanza. Generazioni, opportunità, inclusione; Istituzioni e Pubblica amministrazione alla prova del cambiamento; Welfare e Salute. Investire su protezione e promozione; Nuova economia e fisco amico; Diritti, legalità e giustizia; Modelli di sviluppo: crescita e mezzogiorno; Cultura, identità e cittadinanza; Città e territori tra sostenibilità e innovazione sociale.


IL MIO TAVOLO e il MIO INTERVENTO:
Fare il Partito. Organizzazione, formazione, comunità; Tra populismi e democrazia.


Uno dei motivi principali che mi hanno indotta a partecipare al Lingotto è stata la necessità di vivere un momentio partecipativo, di cui sentivo un forte bisogno, insieme a tanti altri.

Al mio tavolo, coordinato da Maria Sereni, abbiamo svolto un lavoro interessante che spero utile anche ad una platea più larga. Il Partito Democratico definito da Renzi “Pensante”, deve strutturarsi come soggetto collettivo che guarda lontano, che elabora raccogliendo dalla gente stimoli, proposte, per mantenere viva ed aderente alla realtà la propria  azione politica.

L’obiettivo di ricreare una relazione virtuosa con tutte le sensibilità, di uomini e di donne, di giovani e anziani, una sinergia tra partito e leadership, che deve rifondarsi a partire da una profonda riflessione sulle motivazioni di una sconfitta.

Il valore politico del Lingotto sta nella nuova consapevolezza della centralità del rapporto con la gente, del momento dell’ascolto, della rielaborazione, della restituzione.

Una Scuola Scuola di Formazione è indispensabile. Ho troppa esperienza di Dirigente Scolastico per non soffermarmi sull’importanza di una cultura gestionale, in qualsiasi organizzazione. E di una chiara visione di futuro. Ho osservato l’importanza e direi la necessità di individuare i criteri di reclutamento dei “formandi” e dei momenti formativi. Serviranno figure professionali non solo legate alla “docenza”classica, non solo con un importante impianto teorico, ma anche figure con esperienza politica diretta e concreta, di esperienza ad alto livello.

Il nesso che deve esistere tra la formazione teorica e l’esperienza pratica è la chiave per far crescere quadri dirigenti con una solida formazione da verificare inevitabilmente con la condizione concreta dell’agire politico.

Il cuore della nostra sfida è il LAVORO, ma non abbiamo ancora vinto la partita! La sfida è di enorme portata, ma è da qui che passa la ricostruzione di un rapporto di fiducia fra le giovani generazioni e la politica oltre al valore che in sé riveste l’essere produttori, condizione questa che dà non solo indipendenza economica ma dignità e ruolo sociale.


Le riunioni in Plenaria 


Tra i numerosi interventi svolti in assemblea plenaria, ho molto apprezzato quello di Luigi Berlinguer, che ha richiamato con forza la necessità di guardare alle sfide del futuro con una nuova vision, non condizionata da concezioni e punti di vista che hanno perso forza attrattiva. Qui sta il senso della sua affermazione “Io non mi sento un ex”, sentirsi “ex” non aiuta infatti a leggere, ad interpretare la realtà contemporanea. Il PD è il frutto migliore di questo tempo e ha il compito di dotarsi di coordinate di pensiero con le quali costruire una prospettiva politica nuova, di alimentare una nuova speranza per il futuro, oltre alla somma delle vecchie tradizioni politiche.

La stessa sollecitazione era contenuta nel forte intervento di Teresa Bellanova, supportato da dati statistici la cui evidenza è sotto gli occhi di tutti e che testimoniano l’impegno che i Governi del centro-sinistra hanno negli ultimi anni profuso nella lotta alla grave crisi economica e alla conseguente disoccupazione che sta lentamente arretrando, nonché ai segnali di ripresa e di fiducia che l’ISTAT ha registrato con la diminuzione del numero degli inattivi. Su questa strada deve proseguire l’azione del Governo con il sostegno convinto del nostro partito.

Una grande comunità politica è tale non solo per le sue dimensioni ma anche per la ricchezza delle idee che produce e che al suo interno vivono e si confrontano. Alimentare questo confronto e questo modo di essere mette tutti nella condizione di comprendere il valore dello stare assieme senza cedere, viceversa, a tentazioni di fuoriuscita, di rinuncia, di distacco. Senza cedere, cioè, ad una scorciatoia che non può che indebolire la prospettiva di Governo da parte delle forze di centrosinistra aprendo varchi pericolosi a forze che conducono una critica radicale alla Democrazia contemporanea. aperta al nuovo, che parli sulle piattaforme del web, che parli sul nuovo BOB, che parli ai millennians, che parli non solo a loro,

Un partito aperto e plurale dunque, senza porte e senza finestre, una classe dirigente formata e preparata (la versione Frattocchie 2.0),

Credo davvero che,  attraverso una comunità dialettica, plurale, dove non si rottami ma si interagisca, questo PD, questa comunità non solo non si rompa, ma sia destinata a crescere, a rappresentare la forza e la visione di futuro  del Paese. Questo il senso degli interventi corposi e concreti, che hanno caratterizzato l’aula.