Migranti – Audizione in Comitato Schengen: le ONG in mare salvano le vite.  

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5000 i morti in mare nel 2016,al largo di Catania. Ma di quanti non si sa?
Mercoledì abbiamo audito in Comitato Schengen il contrammiraglio Nicola Carlone, che ha confermato che la presenza di navi ONG nel Mare Mediterraneo non sono un fattore di attrazione per le partenze dei migranti dalla Libia verso l’Europa, al contrario, il loro contributo ai soccorsi ha comportato un minore coinvolgimento dei mercantili, e il fenomeno  del traffico viene deciso dalle organizzazioni di trafficanti esclusivamente a terra.
Interessante la dichiarazione del contrammiraglio che ha sottolineato come la Libia, pur avendo ratificato la Convezione internazionale sulla ricerca e il soccorso in mare del 1979, non abbia ancora individuato la propria responsabilità e neppure un’organizzazione ad-hoc.
 
Inoltre, l’irresponsabilità delle autorità maltesi che negano l’attracco nei porti dell’isola ai migranti, mettendo a grave repentaglio la vita di tante persone, è un problema che va risolto e mette in crisi i rapporti e crea conflittualità tra l’Italia e Malta.
Simili comportamenti,  ‘mirano ad evitare di intervenire su flussi migratori, che poi proseguono verso l’Italia.
Risulta improbabile, a mio avviso, l’accusa formulata dal procuratore di Catania, Carmelo Zuccaro, del coinvolgimento di alcune ONG con i trafficanti di migranti, e da confermare l’esistenza di un dossier dei servizi segreti italiani in materia.
Il contrammiraglio ha rassicurato che nessuno arriva in Italia non identificato e che i mezzi deputati alle attività di polizia e sicurezza e mezzi dedicati al Search and Rescue (Convenzione internazionale sulla ricerca e il soccorso in mare del 1979) consentono di controllare la quasi totalità dei flussi libici.
Inoltre è stato chiarito che la responsabilità ultima del soccorso di persone o navi in potenziale grave ed imminente pericolo in mare ricade sul primo MRCC (centro nazionale di coordinamento del soccorso marittimo) che riceve il segnale di aiuto, nel Mediterraneo; questo quasi sempre si trova in Italia,  ma molto resta da fare nell’ambito delle normative e convenzioni internazionali per fare in modo che episodi di assoluta gravità, quali il rifiuto di approdo in un POS (place of safety), non possano mai accadere.

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