Alla scoperta della casa di Michelstaedter

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Visita nell’appartamento, assieme alla senatrice Fasiolo, dove visse e morì suicida il filosofo. Le belle stufe in maiolica
La breve vita di Michelstaedter scorre – come risulta dall’Epistolario – all’insegna di una volontà di vivere continuamente illuminata dal desiderio di un altrimenti e di un altrove metafisico che fa di lui, già in giovane età, un impulsivo, un irrequieto esploratore di linguaggi e di mezzi espressivi, capace di spaziare dalla pittura alla poesia passando per le ripide vette della filosofia.di Francesco Fain All’interno del palazzo il tempo sembra essere in una “eterna sospensione”. In quella casa, a cui tanto teneva, Carlo Michelstaedter nacque il 3 giugno 1887, visse e trovò tragica morte, suicidandosi il 10 ottobre 1910 nella soffitta al terzo piano. La senatrice Laura Fasiolo, nei giorni scorsi, ha visitato quel palazzo ingiustamente dimenticato e per nulla valorizzato. E ci fornisce un resoconto. «Non senza emozione – racconta – sono entrata in casa Michelstaedter, suggestionata dal fatto che il filosofo Carlo sia vissuto in quegli spazi e abbia deciso di interrompere tragicamente la propria vita proprio nell’ambiente più intimo, più rassicurante per ciascuno di noi, costituito dalle mura domestiche». «Dall’androne d’ingresso in ardesia, rimasto intatto, così come in ardesia era il pavimento della cucina (che è stato sostituito in quanto interessato da dislivelli, e conservato), ho visitato alcune stanze dell’immobile, con pavimentazione di graniglia di marmo ed elementi di ceramica veneta. Ho avuto modo anche di fotografare le stufe in maiolica d’epoca, per poi salire la scala che porta al piano superiore sino alla soffitta, per Carlo rifugio e luogo di elaborazione intellettuale, ma anche luogo del suicidio. All’interno del palazzo, il tempo sembra essere sospeso». Queste le prime parole della senatrice Fasiolo a seguito della visita alla dimora della famiglia di Carlo Michelstaedter a Gorizia: visita resa possibile dalla «squisita disponibilità» della famiglia Munich, proprietaria dell’immobile sino almeno dal 1850, dalla quale, continua la senatrice, «sono stata accolta con disponibilità e sorpresa». Da notare che, a detta del signor Munich, lo smalto e la tinteggiatura dei muri – almeno quelli decorati – è ancora quello originale. «Come originale – aggiunge Laura Fasiolo – è la pavimentazione in legno della maggior parte degli alloggi (seppure in alcuni casi risulti coperta con materiale sintetico)». La senatrice del Partito democratico ha auspicato l’accoglimento della richiesta di attenzione da lei rivolta, tramite una interrogazione parlamentare, al Ministro per i beni culturali Dario Franceschini. «L’attenzione del Ministero è infatti indispensabile – spiega la parlamentare – per salvaguardare la dimora di uno dei maggiori intellettuali del primo novecento, così come sarebbe opportuno un sollecito interessamento da parte dell’amministrazione comunale di Gorizia verso un bene caro alla città, sino ad ora colpevolmente ignorato». «A tale proposito, come azione di sensibilizzazione su casa Michelstaedter – conclude Fasiolo –, ho proposto che nella tre giorni di “èStoria 2017” una piccola ma significativa delegazione del festival della storia abbia la possibilità di fare visita all’immobile e, in particolare, alla soffitta di casa Michelstaedter, ascoltando i proprietari e le loro importanti reminiscenze storiche».
Francesco Fain, Il Piccolo, 15 maggio 2017