#COMMISSIONE AGRICOLTURA  DISEGNO DI LEGGE N. 2879 – Banche venete

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(d.l. n. 99/2017 – liquidazione coatta amministrativa Banca Popolare Vicenza e Veneto Banca) – Relatrice sen. Fasiolo –

​Il disegno di legge in esame reca la conversione in legge del decreto-legge 25 giugno 2017, n. 99, recante disposizioni urgenti per la liquidazione coatta amministrativa di Banca Popolare di Vicenza S.p.A. e di Veneto Banca S.p.A., già approvato dalla Camera dei deputati.

Segnalo, per quanto di competenza, con favore, che l’articolo 6 include espressamente gli imprenditori agricoli o i coltivatori diretti o i loro successori mortis causa nella platea dei beneficiari delle misure di ristoro dallo stesso art disposte a favore degli investitori che, al momento dell’avvio della liquidazione coatta amministrativa, detenevano strumenti finanziari di debito subordinato emessi dalle banche poste in liquidazione, sottoscritti o acquistati entro la data del 12 giugno 2014 nell’ambito di un rapporto negozitale diretto con le medesime banche emittenti, prevedendo l’accesso di tali soggetti alle prestazioni del Fondo di solidarietà, istituito dalla legge di stabilità per il 2016, in favore dei soggetti che avevano investito in strumenti finanziari subordinati delle istituzioni bancarie poste in risoluzione alla fine di novembre 2015 (legge n. 208 del 2015, articolo 1, comma 855).

​Propongo, pertanto, sin d’ora, l’espressione di un parere favorevole.

Disegno di legge n. 2879 (conv. decreto-legge n. 99/2017)

Articolo 6 – Misure di ristoro

L’articolo 6 disciplina le misure di ristoro a favore degli investitori che, al momento dell’avvio della liquidazione coatta amministrativa, detenevano strumenti finanziari di debito subordinato emessi dalle banche poste in liquidazione col presente provvedimento, sottoscritti o acquistati entro la data del 12 giugno 2014 nell’ambito di un rapporto negoziale diretto con le medesime Banche emittenti. Tali soggetti possono accedere alle prestazioni del Fondo di solidarietà, istituito dalla legge di stabilità per il 2016, in favore dei soggetti che avevano investito in strumenti finanziari subordinati delle istituzioni bancarie poste in risoluzione alla fine di novembre 2015.

Il comma 1 prevede che gli investitori (persone fisiche, imprenditori individuali, imprenditori agricoli o coltivatori diretti o i loro successori mortis causa) che, al momento dell’avvio della liquidazione coatta amministrativa di cui al provvedimento in esame, detenevano strumenti finanziari di debito subordinato emessi dalle banche poste in liquidazione e acquistati nell’ambito di un rapporto negoziale diretto con le medesime emittenti, possono accedere alle prestazioni del Fondo di solidarietà per l’erogazione di prestazioni in favore degli investitori, istituito dalla legge di stabilità per il 2016 (legge n. 208/2015, art. 1, comma 855). Il comma 855 prevedeva che il Fondo fosse destinato ai soggetti che, alla data di entrata in vigore del decretolegge 22 novembre 2015, n. 183, detenevano strumenti finanziari subordinati emessi dagli istituti sottoposti a risoluzione a fine novembre 2015.

Il comma 1 in esame stabilisce altresì che l’accesso al Fondo di solidarietà avviene secondo quanto stabilito dall’articolo 1, commi da 855 a 861 della legge medesima, come nel tempo modificate e integrate. I commi da 855 a 861 della richiamata legge di stabilità 2016 hanno istituito un Fondo di solidarietà in favore degli investitori persone fisiche, imprenditori individuali, coltivatori diretti o imprenditori agricoli che, alla data del 23 novembre 2015, detenevano strumenti finanziari subordinati emessi dalle banche poste in risoluzione alla fine di novembre 2015. L’accesso alle prestazioni è stato riservato agli investitori persone fisiche, imprenditori individuali, nonché imprenditori agricoli o coltivatori diretti. Il Fondo di solidarietà è alimentato dal Fondo interbancario di tutela dei depositi – FIDT in conformità con le norme europee sugli aiuti di Stato e da questo gestito con risorse proprie. La legge ha demandato a provvedimenti di rango secondario la definizione, tra l’altro, delle modalità di gestione del Fondo, delle modalità e le condizioni di accesso, inclusi le modalità e i termini per la presentazione delle istanze, delle procedure da esperire che possono anche essere di natura arbitrale (cfr. D.M. 9 maggio 2017, n. 83, Regolamento disciplinante la procedura di natura arbitrale di accesso al Fondo di solidarietà) e le ulteriori disposizioni attuative (comma 857). In caso di ricorso alla procedura arbitrale, le prestazioni del Fondo sono subordinate all’accertamento delle violazioni degli obblighi di informazione, diligenza, correttezza e trasparenza previsti dal Testo Unico Finanziario (D.Lgs. n. 58 del 1998) per quanto riguarda i servizi e le attività di investimento concernenti i predetti strumenti finanziari subordinati (comma 858). Con D.P.C.M. del 28 aprile 2017, n. 82 del 13 giugno 2017 è stato emanato il regolamento recante i criteri e le modalità di nomina degli arbitri per l’erogazione, da parte del Fondo di solidarietà, di prestazioni in favore degli investitori. Esso è stato adottato sentite le Commissioni parlamentari competenti. Si ricorda che detti arbitri devono avere specifici requisiti di imparzialità, indipendenza, professionalità e onorabilità (comma 859).

Gli articoli da 8 a 10 del decreto-legge n. 59 del 2016 hanno introdotto una disciplina di dettaglio in favore dei soggetti che hanno investito nelle banche sottoposte a procedure di risoluzione, che consente a specifiche condizioni di legge e in presenza di determinati presupposti di ordine patrimoniale e reddituale, di chiedere l’erogazione di un indennizzo forfetario. Si veda infra per ulteriori dettagli. L’articolo 26-bis, commi 1-3 del decreto-legge n. 237 del 2016 ha novellato le disposizioni del decreto-legge n. 59 del 2016 in materia di accesso al Fondo di solidarietà. In particolare le norme hanno ampliato la nozione di “investitore” che può accedere alle tutele del Fondo e hanno stabilito la gratuità del servizio di assistenza agli investitori per la compilazione e la presentazione delle istanze. La legge di stabilità 2016 ha comunque fatto salvo il diritto al risarcimento del danno, prevedendo la surroga del Fondo nel risarcimento e nel limite delle somme eventualmente corrisposte (comma 860). La gestione del Fondo di solidarietà è stata affidata al Fondo interbancario di tutela dei depositi, chiarendo che ai relativi oneri e spese di gestione si provvede esclusivamente con le risorse finanziarie del Fondo di solidarietà (comma 861).

Il secondo periodo del comma 1 prevede che per investitori si intendono anche il coniuge, il convivente more uxorio e i parenti entro il secondo grado in possesso dei citati strumenti finanziari a seguito di trasferimento con atto tra vivi. Il terzo periodo del comma 1 chiarisce che esso si applica solo quando gli strumenti finanziari di debito subordinato sono stati sottoscritti o acquistati entro la data del 12 giugno 2014 e che, in caso di acquisto a titolo gratuito, si faccia riferimento al momento in cui lo strumento è stato acquistato dal dante causa.

Il comma 2 stabilisce che agli investitori di cui al comma precedente si applichino le disposizioni in materia di accesso al Fondo di solidarietà con erogazione diretta di cui all’articolo 9 del richiamato decreto-legge 3 maggio 2016, n. 59. Il comma prevede altresì che l’istanza di erogazione dell’indennizzo forfettario (comma 6 del citato articolo 9) debba essere presentata, a pena di decadenza, entro il 30 settembre 2017. Più in dettaglio, l’articolo 9 disciplina l’accesso al Fondo di solidarietà con erogazione diretta. L’articolo stabilisce che gli investitori – in possesso di un patrimonio mobiliare di proprietà inferiore a 100.000 euro o con un reddito complessivo ai fini dell’IRPEF nell’anno 2014 inferiore a 35.000 euro – che abbiano acquistato gli strumenti finanziari delle banche poste in risoluzione, entro la data del 12 giugno 2014 e che li detenevano alla data della risoluzione delle Banche in liquidazione possono chiedere al Fondo l’erogazione di un indennizzo forfetario pari all’80 per cento del corrispettivo pagato per l’acquisto degli strumenti finanziari, al netto degli oneri e spese connessi all’operazione di acquisto e della differenza positiva tra il rendimento degli strumenti finanziari subordinati e il rendimento di mercato individuato secondo specifici parametri. Viene inoltre precisato che la presentazione dell’istanza di indennizzo forfettario preclude la possibilità di esperire la procedura arbitrale (ex commi da 857 a 860, legge stabilità 2016). Parimenti l’attivazione della procedura arbitrale preclude la possibilità di esperire la procedura di cui all’articolo 9 e laddove la predetta procedura sia stata già attivata, la relativa istanza è improcedibile. Limitatamente agli strumenti finanziari acquistati oltre il 12 giugno 2014 gli investitori possono accedere alla procedura arbitrale, anche laddove abbiamo fatto istanza per l’erogazione dell’indennizzo forfettario in relazione agli strumenti acquistati in data anteriore al 12 giugno 2014. Il Consiglio del Fondo interbancario di tutela dei depositi il 1° agosto 2016 ha approvato il Regolamento per gli indennizzi forfettari del Fondo di solidarietà, che definisce le modalità di invio delle istanze di indennizzo e le verifiche sulla completezza della documentazione e sulla sussistenza delle condizioni per l’accesso alla procedura di rimborso. Si ricorda che il termine per accedere all’indennizzo forfettario relativamente agli strumenti finanziari delle banche poste in risoluzione a novembre 2015 è stato prorogato al 31 maggio 2017 dall’articolo 26-bis del D.L. n. 237 del 2016.

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