Newsletter n. 26 del 16 settembre 2017

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Intervento in Aula 

 

DDL n.2287-bis spettacolo dal vivo

 Riporto di seguito il resoconto stenografico del mio intervento nella seduta n.875 di giovedì 14 settembre sulla discussione generale del DDL  2287-bis e concorrenti aventi ad oggetto la disciplina del cinema, dell’audiovisivo e dello spettacolo. La discussione riprenderà martedì 19 settembre.

FASIOLO (PD). Signor Presidente, da molto tempo, ormai da circa quarant’anni, il mondo dello spettacolo dal vivo aspettava una legge che avrebbe dato ai nostri artisti uno strumento capace di creare innovazione, diffusione della cultura, dell’arte dello spettacolo e anche sviluppo economico.

 Lo spettacolo dal vivo ha da sempre rappresentato una parte rilevante della cultura italiana e affonda le sue radici in una tradizione millenaria. Il nostro ricco mondo culturale necessitava da ormai troppo tempo di una riforma delle complesse disposizioni legislative in materia di organizzazione e gestione delle fondazioni lirico-sinfoniche.

 Andava rivista e razionalizzata la vigente disciplina in materia di teatro, prosa, musica, danza, spettacoli viaggianti e attività circensi, innovando le disposizioni legislative attraverso la redazione di un unico testo normativo denominato codice dello spettacolo. Il codice dello spettacolo, infatti, razionalizza e semplifica procedure amministrative, razionalizza la spesa e incentiva a migliorare la qualità artistico-culturale delle attività, nonché della fruizione da parte della collettività.

 Il mondo dello spettacolo dal vivo era dunque in sofferenza per la mancanza di adeguate norme, di adeguate risorse, di adeguata e lungimirante visione prospettica, europea e internazionale. Oggi siamo davanti – come ha osservato nella sua relazione la senatrice Di Giorgi – a una riforma organica.

 Nei mesi scorsi le numerose audizioni della 7a Commissione hanno portato alla luce problemi, limiti e difficoltà dei lavoratori dello spettacolo. Molte sono state le testimonianze di organismi, gruppi di professionisti e associazioni che hanno chiesto – e a ciò il disegno di legge ha dato risposta – promozione e sostegno ai vari mondi dello spettacolo e alle diverse espressioni artistiche, ritenute indispensabili allo sviluppo della nostra cultura e alla coesione della nostra identità, alla diffusione e promozione europea e internazionale della nostra arte, veicolo della nostra offerta turistica.

 Lo spettacolo dal vivo è però anche occasione formativa fondamentale e – come detto poc’anzi – di contrasto a situazioni di disagio psicologico e sociale, presenti nel complesso e variegato mondo della scuola. Esso rappresenta altresì occasione di integrazione di soggetti con difficoltà e disabilità, ma anche e soprattutto di valorizzazione di talenti. Non a caso si prevede che le attività dello spettacolo siano realizzate con il diretto coinvolgimento dei giovani fin dall’infanzia e che una percentuale dei flussi sia destinata alle attività nella scuola; ciò a suggellare il valore educativo, formativo e sociale dello spettacolo, un valore sostenuto con tutti i mezzi.

 Vanno altresì sostenuti tutti gli operatori dello spettacolo e, pertanto, sono necessari compensi significativi. È notorio che i compensi nel mondo dello spettacolo sono modesti a causa della modesta capacità contrattuale di chi a tale attività si dedica. È necessario invece trovare un più elevato riconoscimento. E lo sforzo in tal senso sui vari settori dello spettacolo c’è stato e sarà affrontato nel corso dell’esame della delega sul lavoro.

 

Alcuni problemi evidenziati dalle associazioni hanno messo in luce le criticità del sistema previdenziale. In particolare, i musicisti hanno invocato provvedimenti per superare le criticità di alcune normative complesse sul lavoro che determinano il conseguente sommerso; le normative previdenziali; gli eccessivi costi delle tariffe Siae e gli insuperabili problemi economici delle scuole di musica.

 

Finalmente, con il presente provvedimento, potremo dare alle professionalità artistiche dei teatri, della danza, della musica, delle attività liriche, concertistiche e corali, delle attività circensi, degli spettacoli viaggianti, dei carnevali storici, delle rievocazioni storiche, ma anche dei complessi bandistici, degli artisti di strada, teatro per i ragazzi, e di tanti altri apporti, degli strumenti importanti di sostegno pubblico e di sviluppo che valorizzino la qualità dell’offerta e delle produzioni, la pluralità e peculiarità dei linguaggi dell’arte. Potremo favorire la diffusione dello spettacolo italiano all’estero, con un’attenzione a tutti, ma specificamente ai giovani artisti, come già sottolineato dalla relatrice. Finalmente sarà favorito il ricambio generazionale in modo da valorizzare i nuovi talenti e l’attenzione alle nuove tecnologie.

 

La redazione di un testo normativo, il codice dello spettacolo, darà quindi maggiore efficacia e organicità sia alle procedure amministrative, sia alla qualità artistico-culturale delle produzioni, incentivando innovazione, razionalizzando e potenziando gli interventi di sostegno dello Stato. È importante che gli interventi vengano armonizzati con quelli degli enti locali, attraverso accordi di programma.

 

Mi piace infine sottolineare quanto questo percorso legislativo complesso, accuratamente seguito dalla Commissione e accuratamente relazionato dalla relatrice, sia stato attento alla valorizzazione dell’enorme patrimonio del nostro spettacolo, alle opere dei giovani artisti emergenti, grazie anche a spazi dedicati nelle piattaforme televisive e alla produzione delle nostre opere in Europa e nel mondo. I giovani artisti in particolare, ma pure gli altri lavoratori del settore, potranno accedere a misure di facilitazione attraverso strumenti di credito agevolato. Quanto ai criteri di riparto del Fondo unico per lo spettacolo, sottolineo la centralità dell’erogazione di contributi che valorizzino la qualità delle produzioni e, quindi, finanziamenti in questo senso selettivi a progetti disposti dai giovani di età inferiore ai trentacinque anni.

 Non voglio ripetere quanto già detto, ma farò solo un cenno al riequilibrio territoriale: esprimo soddisfazione perchè le Regioni colpite dal sisma potranno avvalersi di importanti finanziamenti.

 E’ ottima cosa l’istituzione del Consiglio superiore dello spettacolo, che ha lo scopo di assicurare compiti di supporto e proposte politiche, di assicurare analisi, monitoraggio e valutazioni alle politiche pubbliche della materia.

 Concludo esprimendo soddisfazione viva per la realizzazione di questo importante risultato, che vedrà l’aumento delle risorse del FUS, l’instaurarsi di forti collaborazioni con il mondo della scuola, l’estensione dell’art bonus a tutto il mondo dello spettacolo, il riconoscimento giuridico a tante manifestazioni che prima non erano riconosciute e tanto altro. La qualità del provvedimento è davvero un grande e responsabile investimento che ci assumiamo nei confronti delle generazioni future. (Applausi dal Gruppo PD).

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