Intervento in Aula | DDL sull’aggregazione del comune di Sappada alla regione Friuli-Venezia Giulia.

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Il video del mio intervento sull'aggregazione del comune di Sappada alla regione Friuli-Venezia Giulia.

Pubblicato da Laura Fasiolo su Giovedì 21 settembre 2017

Testo dell’intervento

Signor Presidente, come già altri colleghi, devo dire che siamo arrivati con gran soddisfazione a dare risposta positiva a un sentimento diffuso e condiviso di una comunità che vuole appartenere al Friuli-Venezia Giulia e dal 2007 chiede di farlo. Ne è passato di tempo. Finalmente ci stiamo arrivando e con questo Governo, dopo tanti anni di stagnazione.

Esprimo soddisfazione per la discussione in Aula del disegno di legge n. 951, «Distacco del comune di Sappada dalla Regione Veneto e relativa aggregazione alla Regione Friuli-Venezia Giulia», a prima firma della deputata De Monte, e del disegno di legge n. 1082, a prima firma della senatrice Bellot. I disegni di legge traggono origine da un iter procedurale molto articolato, che ha visto nella storia della comunità di Sappada diverse mobilitazioni di iniziativa popolare. Cito due esempi particolarmente significativi, come la raccolta di firme promossa dal parroco sappadino di allora, presso i capifamiglia a metà degli anni Sessanta, e il referendum consultivo del 2008, entrambi con percentuali di partecipazione molto alte e un pressoché totale favore (95 per cento nel 2008) per il passaggio di Sappada al Friuli-Venezia Giulia. Le stesse due Amministrazioni regionali, Veneto e Friuli-Venezia Giulia, l’una cedente e l’altra ricevente, si sono espresse positivamente sul passaggio, avallato peraltro dalle Province e dai 28 sindaci dei Comuni della Carnia.

Non mancano, ovviamente, le motivazioni storiche che spiegano la genesi della proposta legandola al DNA dei sappadini, più affini alle comunità limitrofe della Carnia (Friuli-Venezia Giulia) rispetto al Veneto, per lingua (germanofona e friulana alla pari dei Comuni carnici di Sauris e Timau), cultura e storia. Vi si parla una lingua germanofona, un dialetto tedesco antico, simile a quello dei Comuni carnici di Sauris e Timau, entrambi situati in Carnia. È un’isola linguistica, quindi, che condivide una cultura minoritaria e tradizioni secolari con isole sorelle del Friuli. Vi convive anche la lingua minoritaria friuliana. Ricordiamo che l’annessione al bellunese è avvenuta sotto l’Impero ausburgico nel 1852, pertanto da considerarsi, a ragion veduta, recente, se si considera che il rapporto con la diocesi di Udine è stata una costante nel corso di secoli, di cui oggi fa ancora parte.

È da ricordare che nella Grande guerra la popolazione civile sappadina partecipò al rifornimento delle truppe sul fronte orientale con il movimento passato alla storia come quello delle «Portatrici carniche», che rischiavano la vita salendo sul fronte a foraggiare le truppe. Anche nel secondo conflitto mondiale, nel 1944, Sappada prima dell’arrivo delle truppe alleate fece parte della Repubblica libera della Carnia.

Per venire ad oggi, evidenzio che i rapporti culturali ed economici di Sappada, orientati nettamente al Friuli-Venezia Giulia, sono forti e quotidiani. È da evidenziare, per quanto attiene le motivazioni più vicine a noi, che anche in ambito sportivo Sappada vive una integrazione con il Friuli-Venezia Giulia piuttosto che con il Veneto. Basti pensare che l’associazione sportiva di sci nordico Camosci, da cui sono usciti noti campioni internazionali del calibro di Silvio Fauner e Pietro Piller Cottrer, Marina Piller, Lisa Vittozzi e molti altri, ha sempre fatto parte del comitato Friuli-Venezia Giulia. Lo stesso dicasi per lo Sci Club Sappada, sodalizio di sci alpino che fa parte del comitato Friuli Venezia Giulia e, infine, della locale ASD Calcio Sappada, che da sempre milita nel campionato carnico.

Anche dal punto di vista strategico e militare, Sappada è parte del Friuli. Fino a pochi anni fa vi era infatti a Sappada una caserma della Brigata Alpina Julia (non del Cadore): la caserma Fasil, ora dismessa.

Infine, voglio sgombrare il campo da qualche perplessità già sollevata nel corso della discussione in sede della Commissione bicamerale per le questioni regionali che riguarda un possibile effetto domino, quello prima citato dal senatore Sonego: un effetto domino di richieste di passaggi da una Regione ad un’altra, investendo non tanto il provvedimento in esame quanto l’articolo 132 della Costituzione. Osservo, perciò, che l’articolo costituzionale prevede tanti e specifici presupposti per il distacco-aggregazione di un ente locale da rendere improbabile che la sua applicazione diventi generalizzata.

Infine, su tutte queste premesse e considerazioni ritengo non ci siano ragioni ostative al passaggio del Comune di Sappada, della comunità di Sappada, dal Veneto al Friuli-Venezia Giulia, alla comunità friulana e davvero è grande la soddisfazione per il positivo – speriamo – esito del provvedimento.

Io credo che, soprattutto, debba essere rispettata da più parti richiamata volontà dei cittadini, che sono stati molto chiari e decisi, e per molti anni, nella loro intenzione di voto. Cittadini le cui aspettative non possono essere deluse. Misure di cautela e di procedura hanno determinato in passato un rinvio, per trovare i giusti consensi interni, pur essendo il provvedimento su Sappada già iscritto da tempo nei lavori di Aula. Esso troverà valutazioni assolutamente positive e non è più eludibile con ulteriori rinvii: la risposta del nostro Parlamento dovrà esserci e io spero che sia favorevole. Il mio parere, quindi, è assolutamente favorevole.

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