INTERVENTO IN AULA | Istituzione dell’anno ovidiano e celebrazione della ricorrenza dei 2000 anni dalla morte di Ovidio

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Pubblicato da Laura Fasiolo su Venerdì 22 settembre 2017

TESTO DELL’INTERVENTO

FASIOLO, relatrice. Signor Presidente, il disegno di legge, recante disposizioni per la celebrazione dei duemila anni dalla morte di Publio Ovidio Nasone, che oggi voteremo, è un tassello ulteriore, dopo altri provvedimenti come quelli in materia di cinema e di spettacolo dal vivo, che segnano la valorizzazione del nostro immenso patrimonio culturale e una speciale attenzione alla formazione dei giovani. La grandiosità dell’opera letteraria di Publio Ovidio Nasone è riconosciuta in tutto il mondo, a distanza di duemila anni dalla sua morte, come patrimonio comune. Il presente disegno di legge sottoposto all’esame della Assemblea è il frutto della sintesi di due disegni di legge e più precisamente dell’Atto Senato 2304, a prima firma della senatrice Pelino, e dell’Atto Senato 2355, a prima firma della senatrice Pezzopane.

La 7a Commissione, addivenendo a un testo unificato, proposto dai relatori attraverso varie fasi in cui sono stati accolti sia emendamenti dei relatori sia emendamenti di varie componenti della Commissione, ha prodotto infine un testo finale largamente condiviso, che ha visto l’adesione ampia e trasversale delle forze politiche, con l’astensione del Movimento 5 Stelle e della componente Sinistra Italiana-Sinistra Ecologia Libertà del Gruppo Misto.

Grazie a questo disegno di legge unificato l’opera di Ovidio, per troppi anni emarginata dai banchi dei licei perché estranea alla classica compostezza oraziana e virgiliana, caratterizzata da una vena passionale e anticonformista in contrasto con i valori tradizionali della Roma augustea, vena che fluisce libera e determina la modernità del poeta e dell’opera, si apre a una maggiore e più capillare conoscenza degli studenti, attraverso progetti e iniziative di enti pubblici e privati, in un programma di manifestazioni culturali nazionali e internazionali che promuovono anche la valorizzazione dei luoghi ovidiani.

Sulmona, l’antica Sulmo, è la terra che duemila anni fa diede i natali al poeta elegiaco, il 20 marzo del 43 a.C.. Figlio di una famiglia facoltosa della classe equestre, a dodici anni si trasferì a Roma, insieme al fratello, per completare gli studi di grammatica e retorica. Ma non divenne retore: si sentì da subito incline alla poesia. Dopo una visita ad Atene, nelle città dell’Asia minore e in Egitto e il soggiorno di un anno in Sicilia, contrariamente alla volontà di suo padre si dedicò agli studi letterari, entrò nel circolo di Mecenate ed ebbe contatti stimolanti con i più importanti poeti del tempo: Orazio, Properzio, Virgilio. Produsse allora opere come gli Amores, le Heroides, i Remedia amoris, le Metamorfosi, i Fasti, ma soprattutto quello che fu il poemetto in distici elegiaci, opera della maturità che gli costò forse l’esilio: l’Ars amatoria. Siamo nel periodo storico della pax augustea, in cui i costumi e la morale, con l’influenza ellenistica, tendono a rilassarsi. Ovidio, il più giovane dei poeti elegiaci, rifiuta le contraddizioni del tempo, rifiuta i valori fissi e rigidi della vecchia società romana, per aprirsi alle mode del tempo, assecondando il gusto del pubblico.

Nell’8 d.C. cade in disgrazia di Augusto ed è relegato nella lontana Tomi, oggi Costanza, nella Scizia, centro sul Mar Nero nell’attuale Romania. Nell’opera Tristia, che scrive appunto in esilio, egli scrive: «Perdiderint cum me duo crimina, carmen et error, alterius facti culpa silenda mihi». Cioè: «Due crimini mi hanno perduto, un carme e un errore: e la colpa del secondo debbo tacere». Da qui continua a scrivere altre opere memorabili, come le Epistulae ex Ponto e, appunto, i Tristia.

Nonostante il grande fervore letterario, l’autore non riuscirà mai ad ottenere, sino alla fine della sua vita, l’agognato ritorno in patria. Si rivelarono del tutto inutili i suoi tentativi di convincere l’imperatore, prima Augusto, poi Tiberio. Morirà a Tomi il 17 d.C., senza avere mai più avuto la possibilità di rientrare nella terra natia. È quindi importante oggi, dopo ben duemila anni, che il nostro Paese ricordi orgogliosamente il grande scrittore elegiaco che ha dato lustro al mondo.

Con questo atto s’intende rendere giustizia a Ovidio, onorarne la memoria, ma soprattutto valorizzare, tutelare e rimettere al centro dell’attenzione del mondo culturale e in particolare dei giovani la sua prestigiosa figura, attraverso iniziative di ricerca e di promozione dei suoi luoghi e della sua opera letteraria.

Nel merito dell’articolato, chiedendo aiuto anche al senatore Marin che ha elaborato la relazione insieme a me, devo dire che l’articolo 1 definisce le finalità del disegno di legge teso a salvaguardare ed a promuovere il patrimonio culturale, storico, artistico e letterario di Publio Ovidio Nasone in ambito nazionale ed internazionale.

L’articolo 2 elenca in modo dettagliato i diversi interventi da intraprendere per promuoverne la figura e l’opera, finanziando negli anni 2017 e 2018 progetti di promozione, ricerca, salvaguardia e conoscenza della vita, dell’opera e dei luoghi legati alla figura di Ovidio. In particolare, si prevede: il sostegno ad attività didattico-formative e culturali finalizzate a promuovere, in Italia e all’estero, la conoscenza della sua vita e della sua opera; il recupero, restauro e riordino del materiale storico e artistico ovidiano; l’individuazione nella città di Sulmona di una sede idonea a ospitare il museo ovidiano; il recupero edilizio e la riorganizzazione dei luoghi legati alla sua vita e alla sua opera, a Sulmona e nella Valle Peligna; la costituzione di un parco letterario ovidiano, quale itinerario turistico-culturale; la realizzazione di un gemellaggio istituzionale tra la città di Sulmona e la città di – Roma, luogo in cui soggiornò a lungo – e la prosecuzione del gemellaggio esistente tra la città di Sulmona e la città di Costanza, in Romania, luogo dell’esilio. Si prevede altresì la promozione di attività di ricerca e di studio in materia ovidiana, anche attraverso la pubblicazione di materiali inediti e la previsione di borse di studio rivolte a studenti universitari e delle scuole secondarie di secondo grado. Si configura quindi una perfetta sintesi tra il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo e il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca.

L’articolo 3 istituisce il Comitato promotore della conoscenza della vita e dell’opera di Ovidio, presieduto dal Presidente del Consiglio dei ministri, composto dai Ministri dei beni e delle attività culturali e del turismo e dell’istruzione, dell’università e della ricerca, o da loro delegati, dal presidente della Regione Abruzzo, dal sindaco del Comune di Sulmona, dal presidente della Destinazione turistica di Sulmona-DMC Cuore dell’Appennino, da tre personalità di chiara fama della cultura e letteratura latina, esperti della vita e delle opere di Ovidio, nominati con decreto del Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, di concerto con il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca. Il Comitato promotore rimane in carica fino al 31 dicembre 2018, data entro la quale trasmette al Presidente del Consiglio dei ministri una relazione conclusiva nonché il rendiconto, quindi tutto all’insegna della massima trasparenza. È prevista l’istituzione di un comitato scientifico, composto da non più di dieci personalità, che formulerà gli indirizzi generali per le iniziative di cui ai precedenti articoli. Sono componenti di diritto del comitato scientifico i tre esperti nominati, tra i quali il comitato elegge il proprio coordinatore. Si tratta quindi di una struttura complessa, ma snella al tempo stesso. Il comitato promotore, sulla base degli indirizzi del comitato scientifico, redige un programma delle attività, ne monitora l’attuazione e individua i soggetti attuatori di ogni specifica attività. È inoltre prevista la pubblicazione nel proprio sito web di tutte le spese, dell’attività conclusiva e della rendicontazione. In conclusione, ai componenti dei comitati non sono riconosciuti compensi (questo mi sembra importante), mentre i costi di funzionamento sono posti a carico del contributo straordinario di cui all’articolo 4.

Un elemento di novità nel testo riguarda l’istituzione di un comitato di giovani studiosi dell’opera ovidiana, di età inferiore a venticinque anni, denominato «Comitato dei cinquanta ovidiani», selezionati con un apposito bando, che formula proposte al comitato promotore ed elegge al proprio interno tre rappresentanti che partecipano ai suoi lavori. Si potrà inoltre autorizzare la concessione di buoni studio ai componenti del comitato per particolari iniziative di promozione e di approfondimento dell’opera di Ovidio.

L’articolo 4 prevede infine un contributo straordinario di 350.000 euro per ciascuno degli anni 2017 e 2018, in favore del Comitato promotore, per la predisposizione e per l’attuazione di un programma di interventi finanziari.

Devo dire grazie a tutta la Commissione perché veramente c’è stata grande armonia nell’iter di questo disegno di legge nel quale abbiamo recepito varie proposte che abbiamo cercato di accogliere e armonizzare il più possibile e che hanno portato ad un disegno unico. Si tratta di un altro tassello importante per la formazione dei giovani e per il recupero delle nostre forti radici culturali, da non dimenticare, anche dopo duemila anni. Non vanno mai dimenticate, anche in queste sedi. (Applausi dal Gruppo PD).

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