Newsletter n. 27 del 26 settembre 2017

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Più tutele alle donne che prestano servizio in condizioni di isolamento

Le persone ed in particolare le donne impegnate in posti  lavorativi isolati, come spesso accade ad es. per la guardia medica, meritano davvero maggiore tutela e attenzione. In questi giorni sul  tema è tornata anche la presidente della Camera Laura Boldrini, la presidente dell’Ordine dei medici Roberta Chersevani,  esortando le forze politiche a mettere in campo un provvedimento in cui si aumentino le tutele a favore delle donne e le misure per il controllo degli uomini violenti. Penso che dovremmo usare la fine della legislatura per approvare provvedimenti che incrementano i diritti dei cittadini più deboli e prevedano più tutele alle donne per prevenire aggressioni e violenze, come quella recentemente avvenuta a Trecastagni, presso Catania. E’ un dovere e una responsabilità alla quale la classe politica non può e non deve sottrarsi.


DDL sull’aggregazione del Comune di Sappada alla Regione Friuli-Venezia Giulia

Credo che debba essere rispettata  la da più parti richiamata “volontà dei cittadini”, che sono stati molto chiari e decisi nel referendum per Sappada al FVG, e per molti anni hanno dovuto sopportare la  mancanza di decisionalità dei precedenti governi. Cittadini le cui aspettative non possono essere deluse. Misure di cautela e procedurali hanno determinato in passato continui rinvii, per trovare i giusti consensi interni, pur essendo il provvedimento su Sappada già iscritto da tempo nei lavori di Aula. Esso troverà valutazioni  positive e non è più eludibile: la risposta del nostro Parlamento dovrà esserci. Il mio parere, quindi, è assolutamente.


Istituzione dell’anno ovidiano e celebrazione della ricorrenza dei 2000 anni dalla morte di Ovidio

Grazie a questo disegno di legge unificato l’opera di Ovidio, per troppi anni emarginata dai banchi dei licei perché estranea alla classica compostezza oraziana e virgiliana, caratterizzata da una vena passionale e anticonformista in contrasto con i valori tradizionali della Roma augustea, vena che fluisce libera e determina la modernità del poeta e dell’opera, si apre a una maggiore e più capillare conoscenza degli studenti, attraverso progetti e iniziative di enti pubblici e privati, in un programma di manifestazioni culturali nazionali e internazionali che promuovono anche la valorizzazione dei luoghi ovidiani.


Pontida, parcheggi rosa solo per mamme etero ed europee. Dietrofront del Comune

Siamo tutti abituati alle proposte estemporanee della Lega, ma un partito che avrebbe la velleità di guidare l’Italia non può permettersi volgarità che farebbero la vergogna del nostro Paese in cinque minuti.


Il salvagente? Il protagonismo dell’ANCI sul tema amianto

Processo amianto

Che cosa si aspetta per rendere praticabile la mia proposta unificante e coinvolgente i Comuni che risale a un anno fa? Fu Roberto Covaz a pubblicare il mio intervento e il Sindaco di Farra d’Isonzo Fabbro ad attivarsi dando la disponibilità dell’ANCI.

Alla luce della deliberazione del Consiglio comunale di Monfalcone sul tema Amianto Fincantieri, la sottoscritta ricorda che aveva chiesto il coinvolgimento anche delle altre amm.ni comunali tramite l’ANCI, che si era resa disponibile a qualsiasi iniziativa richiesta dal Comune. Ora il Problema va risolto con una visione ampia, efficace e di alto profilo.

Dobbiamo lavorare oggi per i prossimi 40 anni, per la prevenzione innanzitutto. L’obiettivo da raggiungere è quello di rivedere la transazione firmata dal sindaco Altran nel 2015 nell’interesse delle famiglie delle vittime dell’amianto, allora, per evitare ulteriori lungaggini giudiziarie, sarebbe più semplice che un riferimento a costituirsi parte civile fosse l’Anci FVG che rappresenta tutti i Comuni ove risiedono le famiglie dei lavoratori o dei famigliari che hanno contratto la malattia. Il “processo amianto” non dovrebbe essere una prerogativa solo di Monfalcone, città dei Cantieri e città simbolo, ma dovrebbe coinvolgere tutte le realtà comunali dove risiedono le vittime dell’amianto.

 


Discussione delle mozioni sulle responsabilità gestionali delle banche

Intervento del Senatore Giorgio Santini (PD)

seduta n. 877 del 19/09/2017

 Signor Presidente, onorevoli colleghi, le mozioni oggi all’esame vengono discusse in un momento particolare, in cui molti fatti sono già accaduti, a fronte della grande vulnerabilità del sistema finanziario nazionale ed europeo, come effetto della lunga crisi iniziata nel 2007.

 Oltre al recentissimo decreto-legge che riguardava le banche venete, ci sono stati nei mesi scorsi passaggi significativi che hanno riguardato l’azione dell’Unione europea, che ha approvato molti interventi volti a definire una disciplina più rigorosa per quanto concerne i requisiti patrimoniali richiesti alle banche in modo da garantirne la solvibilità e ha gradualmente costruito l’architettura dell’unione bancaria, realizzando un sistema unico di vigilanza. Questo nuovo sistema, seppure con alcuni aspetti problematici relativi alla compressione degli spazi delle autorità nazionali, ha consentito l’armonizzazione dei criteri precedentemente rimessi alle singole autorità nazionali. Per quanto riguarda, poi, la risoluzione delle crisi bancarie, è stata definita una disciplina che possa contrastare gli effetti distorsivi legati a massicci salvataggi a carico dei bilanci pubblici con diversi strumenti.

 Tali misure, molte delle quali ad oggi in fase di attuazione, stanno contribuendo a rafforzare il sistema bancario nazionale – mi riferisco ai vari provvedimenti – benché l’elevata consistenza dei crediti in sofferenza e le ricadute delle normative europee sopra richiamate in tema di risoluzione rendano necessario accrescere la capacità di tenuta del sistema.

 Facendo una rapida sintesi, dalla fine del 2015 l’Italia ha sperimentato, in accordo con le autorità europee, tre opzioni di intervento in materia bancaria: il cosiddetto burden sharing, con risoluzione, vendita delle banche risolte e rimborso nella forma più ampia permessa dei detentori di titoli subordinati, applicato nei casi di Banca Marche, la CariFerrara, la Banca Etruria e CariChieti; la ricapitalizzazione precauzionale con continuità aziendale e significativo ristoro dei detentori dei titoli come nel caso del Monte dei Paschi di Siena; la liquidazione amministrativa coatta con scorporo delle sofferenze e cessione ad un soggetto terzo, con risorse pubbliche e ristoro in forma analoga alle precedenti, applicato nei casi delle due banche venete.

 In relazione agli interventi sopra descritti è emersa una problematica non secondaria, che ha messo in evidenza comportamenti gravi e poco trasparenti e una tendenza marcata al rischio eccessivo da parte degli amministratori delle suddette banche che in molti casi ha avuto come vittime, purtroppo, la clientela retail, i piccoli correntisti e gli azionisti delle medesime banche. Temi, questi, che saranno al centro dei lavori della Commissione di inchiesta in via di insediamento.

 Numerosi sono i casi di strumenti finanziari collocati dalle banche in violazione dei doveri di informazione o di corretta esecuzione dell’operazione da parte di soggetti autorizzati alla prestazione dei servizi di investimento finanziario nelle due banche.

 Nel caso delle banche venete in particolare, i risparmiatori clienti delle banche si sono ritrovati, loro malgrado, azionisti delle banche o possessori di titoli obbligazionari. In molti casi le banche hanno condizionato l’erogazione di finanziamenti a favore dei clienti – mutui immobiliari e di liquidità, tra i quali i cosiddetti mutui soci, riservati appunto ai soci – all’acquisto di proprie azioni od obbligazioni convertibili, soprattutto nel periodo in cui si sono svolte le operazioni di aumento di capitale negli anni 2013 e 2014. La prassi seguita da queste banche aveva l’obiettivo di collocare titoli presso i richiedenti credito per conseguire l’aumento di capitale necessario a rispettare determinati coefficienti patrimoniali.

 In sostanza, si riscontrano comportamenti assolutamente poco trasparenti degli amministratori, grande carenza di vigilanza e il fatto che questo sia avvenuto richiama un cambiamento di normativa. Per questo la mozione fissa alcuni passaggi che riteniamo fondamentali: in primo luogo, come già detto, occorre effettuare, in tempi rapidissimi, una ricognizione del complesso delle norme sanzionatone, sia di rango penale che amministrativo, previste nel nostro ordinamento per i casi sopra menzionati per poterne verificare l’adeguatezza, tenendo conto anche del nuovo quadro normativo in sede europea.

 In secondo luogo, dopo questa ricognizione, riteniamo indispensabile procedere, da un lato, ad introdurre misure finalizzate a collegare, nei casi di banche sottoposte ad amministrazione straordinaria e di liquidazione coatta, l’esercizio dell’azione di responsabilità nei confronti degli amministratori all’irrogazione di sanzioni nei loro confronti per condotte illecite e fraudolente. In questo caso, è importante anche agire con quel sistema che nella legge fallimentare si chiama di revocatoria, con grande attenzione a misure dilatorie messe in atto da alcuni amministratori; si citava il caso, molto frequente, di chi ha separato i propri patrimoni dalla responsabilità nell’imminenza dell’irrogazione delle sanzioni: credo che la revocatoria di questi atti prevista nella legge fallimentare si possa attuare anche nei casi di cui abbiamo parlato. Dall’altro lato, occorre rafforzare le regole finalizzate ad impedire in futuro il collocamento degli strumenti finanziari più rischiosi presso clienti al dettaglio non in grado di comprenderne l’effettivo rischio.

 Un secondo passaggio fondamentale è quello di agire, in accordo con le istituzioni dell’Unione europea e nel rispetto del quadro normativo dell’Unione europea in materia di aiuti di Stato, per trovare una soluzione al problema centrale che ferma lo sviluppo e il normale funzionamento del nostro sistema credItizio: i crediti deteriorati.

 In tale ambito, riteniamo indispensabile che venga istituito un veicolo speciale per assistere le banche nell’opera di pulizia dei bilanci, in grado di creare un mercato dei crediti deteriorati il cui smobilizzo ordinato, nel medio periodo, costituisce la strada maestra per restituire risorse all’economia reale e ridare capacità di credito alle banche.

 Infine, non è secondario il tema richiamato nella nostra mozione, quello della promozione e della diffusione dell’educazione finanziaria tra i cittadini, in quanto le vicende che abbiamo visto hanno coinvolto numerosi risparmiatori, con ingenti perdite di capitale investito, evidenziando in molti casi, oltre alle gravi carenze degli amministratori e della vigilanza, una impreparazione di fondo nei confronti dei prodotti finanziari acquistati e la mancanza totale di consapevolezza del loro elevato livello di rischio effettivo.

 Questo è quanto ci proponiamo con la nostra mozione, di cui sollecitiamo l’approvazione.

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