Sindaco s’oppone alla distribuzione degli ospiti del Cara.

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Fasiolo: decisione giusta, ora aiuti agli enti Cisint: «Accoglienza diffusa? Un pericolo»

«No all’accoglienza diffusa che mette a rischio la sicurezza dei cittadini». È una posizione netta quella professata dal sindaco leghista Anna Cisint all’indomani della notizia che il Cara di Gradisca sarà chiuso al fine di far posto a un Cpr, cioè a un centro permanente per il rimpatrio. Diametralmente opposta a quella della senatrice dem Laura Fasiolo, che invece plaude al provvedimento poiché «solleverà una piccola realtà comunale molto provata in questi anni per una situazione difficilmente gestibile» e auspica ora «tempi rapidi per il graduale spostamento delle persone». «Apprendo – afferma Cisint – che vogliono distribuire i 598 ospiti del Cara di Gradisca. Si tratta, come dice la legge, di richiedenti protezione internazionale ancora da identificarsi, richiedenti asilo che hanno tentato di attraversare illegalmente la frontiera, persone fermate senza documenti e altre alle quali addirittura è stato negato il permesso di rimanere». «Non è accettabile – rincara il sindaco – che a far le spese di questa politica che continua ad accettare arrivi siano i cittadini: la sicurezza è uno dei primi pensieri e ciò che sta succedendo pure nei comuni vicini dimostra come l’attenzione non sia mai sufficiente. Vogliamo parlare del fatto che nel 2015 l’attentatore di Londra fosse ospitato a Trieste? Oppure della precaria sicurezza delle donne aggravata dalla presenza di migranti tutti uomini, giovani e in forza, senza famiglia? ». Cisint non si placa: «Chi ha deciso, a Roma, l’istituzione di un centro permanente di rimpatrio per ogni regione ora deve trovare una soluzione». Attenzione, tuona sempre la prima cittadina, «perché su questi temi la città che rappresento potrebbe avviare azioni forti». «Io – conclude – sono pronta a ospitare una famiglia composta da padre, madre e figlio scappati dalla guerra, ma non sarò complice nelle responsabilità di un’accoglienza diffusa che rappresenta un pericolo per i miei concittadini». Di tutt’altro avviso Fasiolo, che parla invece di «operazione assolutamente fattibile» per tutti i Cara d’Italia, alla luce anche delle recenti politiche attuate dal ministro dell’Interno Marco Minniti. «Altro problema – osserva – sarà quello degli Sprar, con la necessità di incentivare i sindaci ad attuare l’accoglienza e io penso che in quest’ottica potrebbero andare le premialità, per i Comuni virtuosi, in termini di possibilità di potenziamento dell’organico amministrativo, anche per seguire da vicino i temi». «Quindi – prosegue la senatrice – il tema della task force che va ad alleggerire la situazione delle Commissioni territoriali e dell’Unità Dublino di Roma. Ormai da anni invoco un rafforzamento del personale e confido che i concorsi necessari siano espletati in tempi rapidi». «Infine – conclude Fasiolo – la questione di Dublino 3 e l’introduzione del diritto di asilo europeo, affinché vi sia una redistribuzione equa dei richiedenti asilo, in un’ottica di solidarietà da parte di tutti i paesi dell’Ue, con penalizzazioni a carico di chi, come per esempio l’Ungheria, si rifiuta di dare aiuto».(ti. ca.)

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