Gorizia, donna uccisa dal marito: accoltellata dopo l’ultimo litigio

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Il delitto a Gradisca di Isonzo mentre il figlio di 8 anni della coppia era nella stanza accanto. L’avvocato: “Si stavano separando”. L’uomo è stato arrestato dai carabinieri

 GRADISCA D’ISONZO (GORIZIA) – Ancora una donna uccisa dal marito, accoltellata a morte durante un litigio. È accaduto a Gradisca d’Isonzo dove la coppia, di origine albanese ma con cittadinanza italiana e in Italia da vent’anni, viveva col figlio di otto anni. Il ragazzino si trovava nella stanza accanto quando i genitori hanno cominciato a discutere. Poco dopo il padre ha preso un coltello da cucina e si è avventato sulla donna, colpendo al collo Migena Kellezi, 30 anni, uccidendola. Poi Dritan Sulollari, 37 anni, ha chiamato i carabinieri: “Venite, ho ucciso mia moglie”. E si è consegnato alle forze dell’ordine.

“Si stavano separando e oggi è accaduto l’irreparabile, un epilogo totalmente inaspettato”, così le parole di Paolo Bevilacqua, l’avvocato di Sulollari, omicida reo confesso dell’ennesimo femminicidio, al termine dell’interrogatorio.

Era lei a garantire il sostentamento della famiglia con la sua occupazione in un negozio di telefonia all’interno di un grande centro commerciale. Una donna bella ed solare. Il marito era rimasto senza lavoro da cinque mesi, dopo che il ristorante in cui faceva il cameriere lo aveva allontanato forse per una brutta storia di presunte molestie sessuali, emerse dopo la denuncia di una collega.

Del delitto di Gradisca si è parlato anche in Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio. Il ministro dell’Interno Marco Minniti ha detto che “abbiamo di fronte un dato che continua a costituire un elemento di particolare preoccupazione e inaccettabilità. Sulle violenze di genere, sul superamento di queste forme di violenza – ha aggiunto – si gioca la civiltà di un Paese. Non bisogna mai cessare di tenere molto alta l’attenzione ed agire”. D’accordo si è detta la senatrice del Pd Laura Fasiolo per la quale “siamo davanti all’ennesima forma di violenza inaccettabile e ancora più mostruosa se pensiamo sia avvenuta in presenza di un bambino di sette anni che si trovava in un’altra stanza della stessa casa”.

Sulollari è ricoverato in ospedale a Gorizia, per essere medicato per alcune ferite procurate nel corso dell’aggressione. L’uomo è piantonato e non è in gravi condizioni.

 

 

La Repubblica, 8 novembre 2017

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