VIDEO CONFERENZA | Salute: Fasiolo (PD), monitorare fibre amianto nell’acqua, obiettivo sia zero

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Amianto nell'acqua e stato della ricerca

"Amianto nell'acqua e stato della ricerca" – Conferenza stampa di presentazione della esperienza in Regione Friuli Venezia Giulia e illustrazione della mozione

Pubblicato da Laura Fasiolo su Lunedì 20 novembre 2017

Obiettivo “amianto zero”: questo il senso della mozione che ho presentato…

Obiettivo “amianto zero”: questo il senso della mozione che ho presentato in Senato, in un convegno in Sala Nassyria e di cui sono prima firmataria.
Con la Mozione sull’amianto nell’acqua intendo impegnare il Governo, d’intesa con le Regioni, ad eseguire un monitoraggio dello stato della rete idrica nazionale, verificando i livelli di concentrazione delle fibre di amianto presenti nell’acqua potabile e l’ idoneità delle tubature e dei cassoni in cemento-amianto; a sostenere lo studio scientifico sulla pericolosità degli effetti dell’ingestione delle fibre di amianto presenti nell’acqua potabile e, nell’assenza totale di parametri di riferimento a livello europeo e nazionale, a perseguire valori tendenziali di fibre di amianto nell’acqua al di sotto delle 10 fibre per litro, nell’ obiettivo “Zero Amianto”.
È molto importante il monitoraggio sullo stato della rete idrica nazionale, ma anche individuare un parametro con il numero massimo di fibre di amianto tollerabili nell’acqua. È necessario affrontare il problema senza allarmismi, ma con la consapevolezza che la scienza deve fare passi avanti nella ricerca.
La Sen.Camilla Fabbri, prima firmataria del Testo Unico Amianto elaborato con il supporto della Commissione, ha illustrato i percorsi di elaborazione del testo unico, depositato esattamente un anno fa, nel novembre 2016. Il testo rappresenta la sintesi per la soluzione della problematica che non è ancora sconfitta nel nostro Paese.
Il testo è modificabile, emendabile ed aperto a modifiche e miglioramenti, vi è la possibilità di inserire delle regole qualora la ricerca scientifica confermi correlazione tra la presenza di fibre di amianto nell’acqua e l’asbesto.
Il testo unico ha previsto l’istituzione dell’agenzia nazionale amianto, individuato che raccoglie mediante la costituzione unità di studio di dati scientifici per studiare le malattie asbesto correlate.
La Direttrice Fiorella Belpoggi ha illustrato il lavoro di ricerca scientifica dell’Istituto Ramazzini ed il programma di sorveglianza oncologica che l’Istituto ha avviato per i tumori, evidenziando come la diagnosi precoce, con un efficace e tempestivo intervento terapeutico può portare alla completa guarigione. La Belpoggi ha argomentato che i bambini sono particolarmente vulnerabili , poiché in proporzione al loro peso corporeo, bevono 7 volte di più degli adulti, respirano spesso con la bocca, hanno una minore capacità di detossificare molte sostanze chimiche, hanno una maggiore vulnerabilità biologica (thalidomide, DES, sindrome fetale da alcool) ed infine hanno una maggiore aspettativa di vita.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e tutti i più importanti organismi internazionali escludono la pericolosità per la salute dell’ingestione di fibre di amianto, ma alla luce delle ricerche più recenti ciò non sarebbe così certo.
In Italia, la fonte di contaminazione è rappresentata dalla rete di distribuzione in Eternit, installata prima degli anni ’90, quando questo materiale è stato proibito. A tutt’oggi non esistono limiti di legge per le fibre di amianto nell’acqua potabile in Europa; negli USA per legge sono ammessi 7.000.000 fibre/litro nell’acqua potabile (EPA): limite straordinariamente elevato se paragonato alle 2 fibre/litro aria che costituisce il limite di restituibilità ambientale dopo una bonifica (DM 06/09/94). Diversi studi hanno evidenziato un aumento statisticamente significativo di tumori allo stomaco, colon, pancreas e vie biliari presumibilmente a seguito ad esposizione ad acqua contaminata con fibre di amianto. Inoltre, diversi studi hanno messo in evidenza la presenza di fibre di amianto nella parete intestinale e nella vescica. Importante notare però che non esiste in natura alcun agente cancerogeno che si dimostri tale per una sola via di somministrazione. I livelli di contaminazione possono aumentare enormemente in conseguenza di danni alle tubature e calamità naturali, come osservato nei campionamenti effettuati da ARPA Emilia-Romagna a Modena nel periodo successivo al tragico terremoto del 2012.
IN CONCLUSIONE, sono emerse coralmente alcune raccomandazioni quali il monitoraggio costante della qualità dell’acqua, la necessità di uno sforzo delle amministrazioni pubbliche e delle agenzie preposte di identificare le eventuali sorgenti di contaminazione, la relativa bonifica,  il bypass delle rotture con tubi di etilene lasciando interrate le vecchie tubazioni senza rimuoverle in caso di riparazioni, l’attivazione di sistemi di incentivi pubblici ai Comuni e agli Enti gestori che effettuino la sostituzione della rete idrica, anche procrastinata nel tempo, ma definitiva, e la promozione dell’installazione da parte degli enti distributori, laddove si osservino criticità, di dispositivi di protezione personale e collettiva attraverso filtri capaci di fermare le fibre.
L’Assessore Sara Vito ha portato all’attenzione dei presenti il lavoro della Regione Friuli Venezia Giulia nella lotta all’amianto ed in particolare l’esperienza della sostituzione dei tubi in cemento amianto in provincia di Gorizia. L’impegno dell’amministrazione è volto a creare un sistema di azzeramento dell’amianto in un progetto di lungo periodo e di ampio respiro che unisce tutte le forze presenti nel territorio, la Regione, le aziende Sanitarie, l’ARPA, i Comuni, le ditte di bonifica, le aziende che curano la distribuzione dell’acqua e, non ultimi, i cittadini.
Nella Regione Friuli Venezia Giulia, l’ATO Orientale Goriziano (composto dai 25 Comuni della Provincia di Gorizia) ha previsto nel Piano d’ambito la rimozione delle tubature presenti nel territorio, e ciò coerentemente al principio europeo di precauzione. È stato stimato che, su1000 km di linea, circa un terzo è realizzato con materiali contenenti amianto. Dal 2006 al 2015 sono stati sostituiti circa 53 Km di condotte e il Piano d’Ambito ha già previsto la sostituzione di altri 37 Km. La programmazione degli interventi avverrà nell’arco dei prossimi 10 anni e prevedrà, laddove tecnicamente possibile, la rimozione completa della tubatura; in alternativa, verranno realizzate nuove tracce e saranno lasciate in loco, opportunamente isolate dall’ambiente circostante, le il tema della lotta all’amianto apportando radicali cambiamenti sia sotto per quanto riguarda l’ approccio istituzionale che di impegno economico.
Il raggiungimento di questo obiettivo è stato attuato con tutti gli strumenti in capo alla pubblica amministrazione: pianificatorio, legislativo e contributivo. In primo luogo è stato avviato un percorso di aggiornamento al precedente piano regionale amianto del 1996 perseguendo il principio di ottimizzazione delle risorse, concretezza delle attività e informatizzazione.
Il nuovo Piano regionale amianto prevede la collaborazione  tra le Direzioni regionali ambiente e salute, l’acquisizione ed aggiornamento informatizzato della mappatura, le linee guida per la microraccolta comunale e auto rimozione, i contributi a favore di imprese, privati e Comuni, la formazione/informazione capillare di tutti i tecnici comunali (aperta anche ai cittadini), l’istituzione di un Sito web trasversale e la tracciabilità dei rifiuti contenenti amianto.
L’Amministrazione è intervenuta anche a livello normativo ( con il DDL Disciplina organica di gestione rifiuti e principi di economia circolare che è in aula in questi giorni) per dare un impulso a tutto il territorio (pubbliche amministrazioni e privati cittadini) al fine di conoscere le criticità e puntare sulla prevenzione.
La prevenzione viene attuata anche grazie alla messa in campo di importanti risorse economiche sia per la bonifica degli edifici pubblici che per gli edifici di proprietà di imprese e privati. L’impegno complessivo, per il triennio 2017-2019 ammonta a 1.300.000 €.
L’obiettivo è agevolare e incentivare la bonifica dell’amianto facendo sì che le pubbliche amministrazioni facciano sistema attraverso un percorso che accompagnerà i cittadini sia nelle attività legate alla bonifica sia nei contesti di assistenza sanitaria ( nel 2016 è stato approvato il protocollo socio assistenziale per i soggetti esposti all’amianto): regole certe e uniformi nel territorio.
E’ in corso la fase di sperimentazione di un trattamento chimico fisico sul materiale compatto che ha come obiettivo la disgregazione delle fibre e il possibile riutilizzo come materia prima seconda. Questa sperimentazione permetterà, di riparametrare le esperienze effettuate in laboratorio ad un livello pre-industriale, dove le quantità di materiale trattate sono molto più elevate (fino a 5 tonnellate/giorno) e in cui tutte le caratteristiche delle reazioni (inerzia, esotermia, flussi in uscita ecc.) sono amplificate.
In questa fase, tutto il materiale che uscirà dall’impianto sperimentale sarà trattato come rifiuto e smaltito in discarica. Per quanto riguarda le emissioni in atmosfera, sono previsti tre livelli di compartimentazione dell’impianto e tre stadi di filtrazione. L’aria sarà convogliata in un unico camino dotato di un filtro assoluto in grado di bloccare il 99,95% di particelle sopra i 0,3 micron (0,0003 mm).
Per quanto riguarda le acque, è previsto un sistema di ricircolo e recupero dell’acqua di processo al fine di limitarne la quantità impiegata.
Il Centro Regionale Unico Amianto (CRUA)
Per la parte sanitaria, la deliberazione di Giunta n. 1195/2012 ha attribuito all’ASS n. 2 “isontina” funzioni di rilevanza regionale e di coordinamento in tema di tutela della salute e della sicurezza che si è concretizzato poi nella costituzione del Centro Regionale Unico amianto (CRUA) ovvero un gruppo multidisciplinare1 di specialisti che si occupa della sorveglianza sanitaria degli ex esposti amianto e dell’informazione verso i cittadini per i rischi connessi all’esposizione a tale materiale.
Le attività del CRUA si sviluppano in diverse direzioni quali la sorveglianza sanitaria dei lavoratori ex esposti ad amianto, la partecipazione alla realizzazione del programma nazionale CCM2 e gestione di due ambulatori per gli accertamenti sanitari di I livello, uno a Palmanova ed uno a Monfalcone.
A chiusura dell’incontro il Vicepresidente dell’AMNIL FVG, Andrea Svic, è intervenuto in rappresentanza dell’Associazione esprimento pieno sostegno alle politiche tese allo “Zero Amianto”, ma anche augurandosi che possa andare a buon fine l’emendamento presentato in Commissione Bilancio sulle Disposizioni previdenziali in favore dei lavoratori esposti all’amianto.

 

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