VIDEO | Intervento nella discussione | DDL N. 2942 in materia finanziaria e per esigenze indifferibili

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Il mio intervento nella discussione sulla "Conversione in legge del decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148, recante disposizioni urgenti in materia finanziaria e per esigenze indifferibili"

Pubblicato da Laura Fasiolo su Lunedì 20 novembre 2017

TESTO DELL’INTERVENTO: Signor Presidente, il decreto fiscale all’esame dell’Aula porta con sé alcune modifiche importantissime per il Paese. Contiene interventi specifici in molti settori, dall’economia, al credito, all’equo compenso, alla sicurezza e alla sanità. Occorre – a mio avviso – tradurre quanto contenuto nel decreto-legge per renderlo più fruibile agli uditori e ai diretti interessati, per spiegare e far comprendere in cosa si traduce nella pratica.

La relazione del senatore Lai ha dato un quadro esaustivo della cornice in cui il provvedimento si inserisce: una situazione di finanza pubblica positiva con buoni livelli di crescita, con una maggiore sicurezza di poter guardare al futuro migliorando le condizioni di competitività, stimolando gli investimenti per la crescita, che si prospetta strutturale e duratura. Siamo usciti, dunque, dal tunnel d’inizio legislatura. Abbiamo intrapreso quella che viene definita, sempre dal relatore, un’inversione di rotta verso una decisa ripresa economica superiore alle attese. La nostra è tra le migliori crescite dei Paesi membri dell’Unione europea, con effetti immaginabili sul mercato del lavoro.

Gli interventi a sostegno di piccole e medie imprese, i rifinanziamenti del fondo di garanzia, il rifinanziamento del fondo occupazione, il tema della previdenza e la regolamentazione della cannabis a fini terapeutici – tema ampiamente dibattuto, che ha visto un emendamento del Governo – sono alcuni dei provvedimenti più significativi.

Senza entrare nei dettagli complessi dell’articolato, voglio soffermarmi, nel poco tempo concessomi – e lo ridurrò ancora, dal momento che chi mi ha preceduto ha già in parte affrontato in modo complesso il tema – su alcune importanti modifiche che il provvedimento introduce per gli studenti e le famiglie. In particolare, ritengo davvero importante l’intervento sulla norma vigente che prevede, per iniziativa parlamentare, la detrazione di spesa degli affitti per gli studenti universitari che vivono oltre i 100 chilometri in un’altra Provincia. Il decreto-legge attua una modifica, con la riduzione di questa distanza, portandola a 50 chilometri per chi risiede in aree montane e disagiate, ed elimina un vincolo, quello provinciale, un vincolo davvero da superare, considerando i 100 chilometri un vincolo generale e universale, al di là della Provincia di appartenenza. È una dimostrazione davvero significativa di attenzione nei confronti degli studenti fuori sede, attesa da molti anni.

La seconda modifica è stata illustrata poco fa, ma desidero ulteriormente approfondirla. Il problema era irrisolto da decenni, frutto di contenziosi, di strettissima attualità. Si tratta della questione di cui ha parlato il senatore Marcucci, concernente l’uscita dei minori di quattordici anni dagli istituti scolastici, emersa a seguito della recente sentenza della Corte di cassazione. Si prevede – come è già stato illustrato – la possibilità, per gli esercenti la responsabilità genitoriale, di consentire l’uscita in autonomia dei propri ragazzi dai plessi scolastici e di usufruire, sempre autonomamente, dei servizi di trasporto scolastico, esonerando, attraverso una liberatoria, il personale scolastico dalla responsabilità di sorveglianza.

Ho ripreso questo tema poc’anzi, già illustrato perché desidero rimarcare l’importanza della modifica apportata, ricordando che si sono verificati più di un contenzioso e più di una tragedia, di cui sono stata anche testimone. Ricordo in particolare la tragedia accaduta all’uscita di una scuola della mia città, Gorizia, il 10 ottobre del 2000. Giò Schilirò, un bambino di nove anni, figlio di una docente del mio istituto, il 10 ottobre del 2000 fu investito da uno scuolabus all’uscita della scuola: una vicenda tragica e dolorosa per la famiglia di Giò e drammatica per i suoi risvolti generali. Ci furono delle condanne: la maestra patteggiò otto mesi di reclusione con la sospensione condizionale e si addebitò di non aver vigilato adeguatamente sui bambini all’uscita della scuola (due le condanne). Finalmente si è pronunciata una parola di chiarezza su un tema spinoso, che ha visto palleggiarsi per anni responsabilità e zone d’ombra molto spesso i presidi scrivere circolari su circolari, per cercare di disciplinare una materia di fatto magmatica. Questo è finalmente il momento di mettere la parola fine a un drammatico problema, e le zone d’ombra saranno finalmente illuminate. È un ulteriore servizio che questa legislatura ha reso alla scuola e alla famiglia, per una buona interrelazione tra le componenti fondamentali del nostro sociale.

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