Il Piccolo, 16 gennaio 2018 – In agenda tre tavoli di crisi per affrontare il caso Eaton

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di Laura Borsani

Lunedì alle 10 in Prefettura si aprirà la prima “partita” sulla crisi Eaton. Il 25 gennaio alle 15 il tavolo al ministero dello Sviluppo economico, al quale sarà convocata anche l’azienda. Domani alle 15, invece, sarà la Regione a incontrare le rappresentanze sindacali. Tabella di marcia a carattere d’urgenza al fine di “mettere in sicurezza” 200 lavoratori, tra 157 dipendenti, interinali e indotto. Intanto dalla multinazionale è giunta la conferma della chiusura dell’azienda. Non ci sono margini per aprire una trattativa, hanno spiegato ieri i rappresentanti italiani del gruppo americano, le condizioni economiche e la scarsa richiesta internazionale del prodotto rendono diseconomica la produzione a Monfalcone. Resta la trasversalità istituzionale, come hanno ripetuto politici e amministratori. I rappresentanti Rsu di Eaton, ieri mattina, lo hanno voluto affermare, quando hanno incontrato in fabbrica il sindaco Anna Maria Cisint: «Il cappello politico va tolto». Luca Sterle ha chiarito: «Parliamo di lavoro e lavoratori». È emerso un altro aspetto, l’accordo che l’amministrazione comunale aveva già stabilito, a partire da Fincantieri, circa l’assorbimento di forza lavoro locale. Sterle ha osservato: «Ne prendiamo atto, questa può rappresentare una possibilità concreta per gestire la ricollocazione». Ieri mattina alla Eaton i lavoratori del primo turno erano tecnicamente pronti a prendere posto alle linee produttive. Primo giorno ufficiale d’apertura della fabbrica. I macchinari non sono partiti. Cisint è arrivata con il consigliere delegato Antonio Garritani. Ai lavoratori ha dato conto dello stato dell’arte, l’invio dei telegrammi alla presidente Serracchiani, ai ministri Calenda e Poletti, e le interlocuzioni avute con il prefetto. «Assieme alle Rsu di stabilimento – ha spiegato il sindaco – abbiamo concordato questo incontro per informare sulle azioni in campo. Stamattina (ieri, ndr) ho avuto conferma dal prefetto circa l’attivazione del tavolo, convocato lunedì. È un tavolo importante anche per il contesto in ordine allo tessuto produttivo dell’intero Isontino, per il quale sono necessari investimenti». Un concetto che Cisint ha ripetuto in relazione al tavolo al Mise, ribadendo la richiesta perorata lo scorso settembre. Un percorso nel quale, peraltro, coinvolgere il sistema produttivo territoriale.«Lo sviluppo non può che passare attraverso la valorizzazione delle imprese. La risoluzione dell’emergenza Eaton – ha aggiunto il sindaco – dev’essere ascritta a questo contesto, anche ai fini della ricollocazione dei lavoratori». Il prefetto Massimo Marchesiello ieri ha confermato: «Ho provveduto a inoltrare le convocazioni per il prossimo lunedì». Al tavolo siederanno Regione (Direzione Attività produttive), Comune, Confindustria, Camera di commercio, nonché le organizzazioni sindacali territoriali. Quindi il Mise, ha evidenziato Cisint. Ieri mattina la senatrice dem Laura Fasiolo ha comunicato la data del tavolo: 25 gennaio alle 15. Lo ha fatto anche l’onorevole Pd Giorgio Brandolin. «Ho parlato con la viceministro Bellanova – ha spiegato Fasiolo – per essere informata sugli sviluppi circa l’attivazione del tavolo. Ho poi ricevuto dal suo staff la calendarizzazione. Ne sono felice, la viceministro ha compreso benissimo la situazione. Mi ritengo una facilitatrice del percorso, rimango a disposizione di tutti».Domani alle 15 a Trieste i rappresentanti provinciali di Cgil, Cisl e Uil, assieme alle Rsu della Eaton, incontreranno il vicepresidente della Regione Sergio Bolzonello e l’assessore Loredana Panariti. L’onorevole Brandolin ha spiegato: «Ci eravamo presi un impegno, sabato pomeriggio nel corso della nostra visita al presidio dei lavoratori, e sono contento di poter dire che è stato rispettato. Gìà mercoledì (domani, ndr) la Regione aprirà il tavolo regionale con sindacati ed Rsu, mentre il 25 gennaio la crisi Eaton sarà all’ordine del giorno di un tavolo nazionale, convocato dal viceministro Bellanova, che metterà di fronte azienda, sindacati e istituzioni. Avevamo promesso che i lavoratori non sarebbero stati lasciati soli e così è stato. Una bella atmosfera di collaborazione tra tutti i livelli politici».

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