Orizzonte Scuola, 11 gennaio 2018: NO ALLO SCIOPERO, GOVERNO NON HA RESPONSABILITA’ DIRETTA

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La Sen. Laura Fasiolo, del gruppo PD al Senato boccia lo sciopero di lunedì 8 gennaio e comunica che il gruppo è già da tempo al lavoro per la ricerca di una soluzione.

NO ALLO SCIOPERO, GOVERNO NON HA RESPONSABILITA’ DIRETTA

“Il Consiglio di Stato è un organo giurisdizionale di rilievo costituzionale che ha funzioni consultive e, appunto, giurisdizionali; è giudice speciale amministrativo, in posizione di terzietà rispetto alla pubblica amministrazione italiana (art.103 Cost.).  Che ci azzecca, perciò,  uno sciopero contro il Governo, il PD, la Ministra? Il Governo, a ben vedere, non ha alcuna responsabilità diretta (e tantomeno la legge 107, cd “buona scuola”). Tuttavia, buon senso ha voluto che l’esecutivo chiedesse un pronunciamento dell’Avvocatura dello Stato per valutare le azioni da intraprendere e i margini di manovra nel rispetto di una sentenza che va eseguita. In più, in via cautelativa il MIUR ha stabilito che fino al termine dell’anno scolastico nessun docente sarà sollevato dal suo incarico, questo nell’interesse dei docenti e delle famiglie.”

DIPLOMATI MAGISTRALE, LAUREATI E PRECARI STORICI DELLE GAE: PESI E CONTRAPPESI

Il gruppo del Pd in Senato sta lavorando da tempo sul tema dei precari con diploma magistrale (DM)” prosegue la Fasiolo.

“Sono temi sui quali si deve ad oggi trovare la quadra tra interessi, che spesso tra loro confliggono, e risorse disponibili. Parliamo di problematiche complesse che non riguardano solo i DM ma anche i laureati e i precari storici delle graduatorie ad esaurimento (GAE) che richiedono un articolato sistema di pesi e contrappesi.” prosegue la Fasiolo, senza però entrare nel merito delle proposte del gruppo di Lavoro.

“Sostengo le ragioni dei DM perché a mio parere non è pensabile espellere dal circuito lavorativo chi lavora nella scuola da anche 15/18 anni con un diploma allora, per legge, abilitante.  La fase di transizione tra le due normative, quella antecedente  in cui non era necessario il diploma di laurea e quella successiva che lo rendeva condizione indispensabile d’accesso all’insegnamento, era l’occasione per formare obbligatoriamente i docenti non laureati già inseriti nella scuola e predisporre idonei meccanismi di formazione integrativa e di reclutamento. Poco o nulla di ciò è stato fatto. E la Ministra apre al dialogo, peraltro mai chiuso.”

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