GORIZIA, CALO DRASTICO DEI MIGRANTI: lo spostamento della Commissione Territoriale: un’ occasione mancata?

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La Rotta Balcanica continua, eppure in Friuli-Venezia Giulia il flusso di migranti , provenienti in massima parte da Afghanistan e Pakistan, ma anche da Iran e Iraq è comunque in forte calo.  Che gli sbarchi siano crollati via mare dell’ 80% già a seguito degli interventi del Governo  Minniti, non è una novità. Nè dovrebbe sorprendere il fatto che specie a Gorizia i numeri siano in netto calo rispetto alla quota 2000 (duemila) del 2017, periodo di eccezionali presenze. Oggi la situazione si è stabilizzata alle quote del 2016 (circa 800). Il che significa un calo sia di  “Dublinati”, cioè di richiedenti asilo provenienti da altri Paesi europei, sia di nuovi richiedenti asilo via terra, dall’80% al 50%.

Mi pare opportuna una lettura interpretativa del fenomeno,  non semplicistica circa le cause del calo del flusso, che comunque è destinato a continuare, stanti i 4.000 bloccati in Bosnia, che premono per entrare. Innanzitutto uno dei motivi centrali è lo

•“smaltimento” delle procedure dell’Unità Dublino di Roma presso la Questura di Gorizia, e da pochi giorni alla Prefettura di Trieste, che si avvale anche dei nuovi assunti specializzati  (Decreto Minniti) . Un esempio di buona pratica che sarà diffusa. 

Si tratta dell’ attuazione di proposte di buon senso che, sentita la stessa Prefettura, presentai io stessa in corso di mandato al Governo, quindi alla Presidente dell’Unità Dublino nel 2015 (tra le altre l’ audizione in Bicamerale Schengen il 20 ottobre 2015), chiedendo la possibilità di decentrare a livello periferico (Questure, ove presenti le Commissioni Territoriali) le procedure dell’Unità Dublino di Roma, per ottenere in tempo utile le pratiche dei Dublinati dagli altri Paesi, trasferendo, senza rischiare la decorrenza termini, i migranti già registrati altrove ai Paesi europei di provenienza, senza sobbarcarci tutti gli arrivi, oltre a quelli di nostra pertinenza. Il decentramento dell’ Unità DUBLINO che avevo invocato da quasi 4 anni, attuato da alcuni mesi, è determinante e sarà generalizzato. Il passaparola in questo caso ha funzionato e i Dublinanti sanno che il rischio di essere “restituiti” per tempo al Paese di primo ingresso, che secondo il Trattato deve farsene carico, è alto. Si tratta ben del 92% dei richiedenti asilo totali del nostro Territorio.

 La maggior efficienza, grazie alla sinergia fra i nuovi esperti di Asilo EASO (European Asylum Support Office) che affiancano la questura, Polizia di frontiera, Ufficio immigrazione, si è rivelata fondamentale e immediata.

Altra risorsa, i 250 funzionari amministrativi da destinare esclusivamente alle Commissioni territoriali per il riconoscimento della protezione internazionale ed alla Commissione nazionale per il destinare esclusivamente alle Commissioni territoriali per il riconoscimento della protezione internazionale ed alla Commissione nazionale per il diritto d’asilo ( Legge 46 2017, recante “Disposizioni urgenti per l’accelerazione dei procedimenti in materia di protezione internazionale, nonché per il contrasto dell’immigrazione illegale”.)

Con il concorso pubblico, per titoli ed esami, l’Amministrazione si é dotata di personale altamente qualificato per l’esercizio di funzioni di carattere specialistico, operante presso le Commissioni Territoriali. Oggi, Trieste ( ex Comm.ne di Gorizia) li vede operare in modo efficiente.

il collo di bottiglia sono però ancora i ricorsi, resi sì più celeri dalla legge Orlando-Minniti, ma a causa un’ ambiguità interpretativa, da dirimere al più presto, rallentati dall’ inghiottitoio congestionato del Tribunale di Roma e non gestiti da Trieste, dove trovavano risposta rapidissima.

Un secondo punto, che ha contribuito a rendere spedite le procedure, fortemente voluto da alcuni tra noi Parlamentari, è stato la 

•istituzione a UDINE  della sottosezione della „Commissione territoriale di Gorizia, con il compito di accelerare le richieste di protezione internazionale. 

Un terzo punto, relativo al contenimento del flusso  nel nostro Territorio, è dovuto ai 

•controlli intensificati della rotta balcanica a livello dei confini,che si realizzano tuttora a livello di retrovalico, anch’essi introdotti dai decreti Minniti-Orlando. 

Preoccupano le testimonianze di violenze reiterate ad opera dalle forze dell’ordine tra Bosnia e Croazia ai danni di questi disperati, a cui verrebbe respinta persino la legittima richiesta di asilo. Preoccupa il numero di Siriani  trattenuti in Turchia, che Herdogan gestirà ma fino a quando, e vista la situazione  esplosiva di questi giorni? La rotta balcanica con deviazioni verso i sentieri meno battuti è comunque la grande incognita di primi ingressi di cui non solo la Regione, il Governo, ma l’Europa dovrà farsi equamente carico.

Credo che il passaparola tra i migranti sullo spostamento della Commissione Territoriale da Gorizia a Trieste, abbia condizionato ben poco gli ingressi su Gorizia, considerato il quadro globale. 

La Commissione per il riconoscimento della protezione internazionale a GORIZIA giornalmente intervistava dodici ragazzi in Prefettura solo dopo mediamente un anno dal loro arrivo (per la Commissione di UDINE previsti quasi DUE anni): perchè sarebbe dovuta essere elemento così attrattivo, e aumentare le presenze di richiedenti asilo in città? Se così fosse, verrebbe da chiedersi perchè la presenza della Commissione sia stata fortemente richiesta dal sindaco di Udine e il trasferimento da Gorizia così ben accetto dal Sindaco Trieste. 

Per maggior precisione, va detto che i 12 stranieri venivano e vengono esaminati quotidianamente dalla Commissione sulla base di criteri cronologici (tempi di arrivo sul Territorio regionale), di esigenze organizzative (aggregazione per appartenenza linguistica e presenza dei traduttori) e di Territorialità (in numero proporzionale tra le zone di residenza in regione), stazionavano in città un solo giorno, max 2 quando residenti fuori Gorizia.

Va anche detto che il FVG è oggi assai poco attrattivo. I migranti di nuovo arrivo cercano altri Paesi, e quando chiedono asilo è per evitare l’espulsione una volta individuati nella rete dei controlli (oggi più intensi) predisposti a ridosso del confine, altrimenti migrerebbero al Nord. I Dublinati che tentano l’ingresso della speranza, diminuiscono sensibilmente per i motivi che ho detto, considerate le prospettive di lavoro pressochè nulle, la percentuale di dinieghi all’Asilo ormai al 70%, la percentuale dei rigetti dei ricorsi quasi totale, l’accoglienza incerta e in condizioni spesso del tutto inadeguate.

La serie di errori:  è mancata la volontà di garantire un apparato integralmente efficiente nel Paese; Questure Prefetture Commissione Territoriale e Tribunale avrebbero dovuto disporre da subito di uomini e mezzi per svolgere i complessi nuovi compiti affidati dalla legge. Pensiamo solo al carico di lavoro dei Tribunali, travolti dai ricorsi…. Il sistema funziona come una macchina: se il motore è potente,devono funzionale anche gli pneumatici e i freni….quindi personale e risorse inadeguate hanno impedito al meccanismo di funzionare AL MEGLIO. 

Il positivo della Commissione di Gorizia, la più produttiva d’Italia?  Aveva visto in questi anni alternarsi in prevalenza tirocinanti laureandi in legge, in scienze internazionali e diplomatiche,  in sociologia, rivelatisi un’enorme risorsa. Aveva generato rapporti dinamici tra giovani studenti universitari, protagonisti di un’esperienza impegnativa e Prefettura e Questura: una buona occasione per favorire un graduale inserimento degli stagisti nel mondo del lavoro, attraverso convenzioni regionali (borse lavoro) di cui si  stava parlando con la Regione. Destinare  risorse per un rinnovamento generazionale della Pubblica Amministrazione, puntare sulle energie dei giovani, a partire da Questo Territorio: sarebbe stata una grande opportunità, ormai concreta, non un’idea fantasiosa. 

Troppe sordità, i finanziamenti borse lavoro avrebbero potuto essere già una realtà concreta.  Così non è stato e così non sarà. Ne beneficeranno altri.  OGGI, VI AVREBBERO PRESTATO SERVIZIO ALTRI giovani nuovi assunti dal Ministero dell’ Interno, che già operano a Trieste. È mancato il coraggio di osare.

 

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