AMIANTO KILLER : Il mio impegno non si ferma

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“Il mio impegno sul tema amianto continua, né intendo chiudere questo capitolo”.
Ritengo importante che i Parlamentari continuino a sostenere la presentazione a questo Governo della mozione che ho presentata nella XVII legislatura a mia prima firma, di monitoraggio sulla presenza di fibre di amianto nell’acqua potabile in tutta la rete idrica nazionale, con la progressiva e sistematica sostituzione delle tubature e dei cassoni in cemento amianto. L’invito al Governo era di  incoraggiare gli studi anche sulla pericolosità dell’ingestione di questo materiale nonché, in assenza di parametri di riferimento, a perseguire valori tendenziali di concentrazione inferiori a 10 fibre per litro d’acqua, nell’obiettivo “amianto zero”. Gli impegni contenuti nella mozione, presentata in una conferenza stampa al Senato alla quale avevano partecipato la senatrice Camilla Fabbri, presidente della commissione di inchiesta sugli infortuni sul lavoro, Fiorella Belpoggi, direttrice dell’Istituto di Ricerca Ramazzini di Bologna,  Sara Vito, assessore all’ambiente della Regione Friuli Venezia Giulia e Andrea Svic per l’ANMIL (Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi del FVG), avevano avuto risonanza e il modello FVG era stato preso ad esempio nazionale, come una buona pratica da esportare.
Se l’amianto è stato posto fuori uso quale sostanza cancerogena, soprattutto per gli effetti dell’inalazione, purtroppo nessun limite è stato posto alla presenza delle fibre nell’acqua potabile. Solo l’Epa, l’ente di protezione dell’ambiente americano, aveva fissato un limite, davvero paradossale, di ben 7 milioni di fibre amianto per litro d’acqua. Il che significherebbe acqua densa.
E’ chiaro che occorre allertare l’attenzione sul tema “ingestione amianto”, e non solo sull’inalazione, come evidenziano sia l’esito della ricerca della dott. Belpoggi, che ha presentato in Senato i risultati di decenni di lavoro, sia il caso del Comune di Carpi, che ha programmato la sostituzione delle condotte idriche incrinate dal terremoto.
Sull’amianto è necessario ispirarsi al principio di precauzione e ormai è tempo di intervenire anche sull’acqua potabile. Le buone pratiche in materia in Italia non mancano”.  E a tale proposito, ricordo, l’assessore all’ambiente del Friuli Venezia  Giulia Vito aveva illustrato la buona pratica dell’ATO  (Ambito Territoriale Ottimale) Orientale Goriziano, 25 comuni, con la previsione della rimozione delle tubature presenti, in un progetto di largo respiro.
Amianto, Vito: continua la rimozione delle tubature, 37 km previsiti per il GorizianoL’impegno di Stato e Regione non potrà essere ridotto finchè l’amianto presente sul territorio non verrà interamente asportato e smaltito attraverso un progetto decennale che l’assessore regionale Sara Vito aveva previsto e che si auspica prosegua, con un rinnovato impegno per la lotta al killer.
Un forte auspicio, inoltre, che vengano riconosciuti i benefici previdenziali ai lavoratori che abbiano prestato la loro attività in processi produttivi legati all’amianto nei Comuni con un tasso di mortalità per patologie asbesto correlate significativamente superiore a quello medio nazionale. Il riconoscimento dei benefici previdenziali, per i quali Debora Serracchiani ha recentemente presentato una mozione al Governo, riprendendo un emendamento che avevo sottoscritto la scorsa legislatura con altri Senatori e Deputati, purtroppo non andato a buon fine, sarebbe oggi un atto dovuto.

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