BASTA UMILIAZIONI: GORIZIA, UNA CITTÀ, UN TERRITORIO DA RILANCIARE

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Sottrarre ancora a Gorizia ulteriori Istituzioni pubbliche, in nome di scelte politiche poco accorte, camuffate da  “razionalizzazione”, “ efficienza” ed “efficacia” di servizi( che invece peggiorano),  fare di Gorizia la vittima sacrificale di scelte politiche che la votano al sacrificio, è  un’operazione che richiede risposte politiche serie.

Mi riferisco ad una serie di accorpamenti AVVENUTI O IN FASE DI REALIZZAZIONE più o meno sotto traccia, che preoccupano per l’ ulteriore depauperamento della presenza delle Istituzioni Statali, regionali e del mondo associativo.

A prescindere dall’ Ospedale, poco per volta ridotto a lumicino, la cui Direzione c’è ma non si vede, faccio riferimento ad altre scelte, passate quasi sotto traccia o dimenticate, che ci vedono passivi spettatori. 

La Ragioneria dello Stato di Gorizia, diretta da un’eccellente direttrice goriziana, è oggi di fatto a dipendere dalla sede centrale di Trieste e quindi minacciata dall’assorbimento, vista la grave insufficienza di personale non rimpiazzato, nonostante le richieste. Sulla Home page del sito  internet compare la dicitura: Ragioneria Territoriale dello Stato ( RTS) Trieste/ Gorizia. 

Il prezioso Archivio di Stato, diretto da un concittadino per la prima volta nella sua Storia (il dott. Marco Plesnicar), secondo l’ultimo progetto di riorganizzazione del Ministero dei Beni Culturali, rischia di diventare una semplice articolazione della Sovrintendenza archivistica di Trieste.

Lo stesso dicasi per altri Uffici dello Stato di grande rilievo, che nel corso del mandato ho cercato di mettere in “sicurezza” adoperandomi come noto per il loro ampliamento  (Carcere secondo lotto, Prefettura, Tribunale, per ora in sicurezza).

Il Carcere, per quanto si prefigurino investimenti statali per l’acquisizione e il restauro della Scuola Pitteri (tema sul quale mi ero adoperata in sinergia con il Sindaco Romoli e il Provveditore dell’Amministrazione Penitenziaria Sbriglia), destinato ad una potenziale Cittadella Penitenziaria, ha visto la precedente titolarità della direzione trasformata in reggenza, il tutto aggravato da una seria carenza di personale.

La proposta del consigliere comunale Asquini di trasferire il Comando della Questura di Gorizia a Monfalcone, notizia comparsa a piena pagina sulla cronaca, suona come una ulteriore provocazione, a maggior ragione tenuto conto dei consistenti contributi della Regione FVG per la messa a punto della sede disastrata. 

In un’interrogazione del giugno 2017, avevo chiesto al Ministro dell’Interno di attivarsi con urgenza per far fronte alle condizioni di sicurezza e di decoro dell’immobile di Piazza Cavour, un edificio del 1500 di proprietà dell’ex Provincia e al trasferimento della sede in piazza San Francesco, al Genio Civile.

Va da sé che,  in caso di trasferimento, la Questura di Gorizia sarebbe ridotta a Commissariato, con un effetto trascinante su altre istituzioni, quali prefettura e…a seguire.

Ma il percorso è iniziato con alcune recenti , improvvide scelte.

La home page della Camera di Commercio di Gorizia, dal 28 ottobre 2016 Camera di Commercio Venezia Giulia, nata dall’ accorpamento tra de Camere di Commercio di Gorizia e Trieste, porta più sotto la dicitura Sede legale ( Piazza della Borsa 14, Trieste) e Sede secondaria ( Via Crispi 10 Gorizia). Su questa fusione gravano altre responsabilità. Razionalizzare certo, ma ben altra cosa sarebbe stata la Camera di Commercio unica regionale.

E risale al gennaio 2015 la fusione tra la Confindustria di Gorizia con quella di Trieste. Nasce così Confindustria Venezia Giulia: le Assemblee di Gorizia e Trieste sottoscrivono, con l’approvazione delle rispettive assemblee, riunitesi in seduta straordinaria, la fusione nel nuovo soggetto. Il prossimo 20 giugno si è tenuta l’Assemblea generale al Mib di Trieste.  Sergio Razeto, presidente di Confindustria Trieste, è da qualche anno Presidente della  Confindustria Venezia Giulia. 

Voglio aggiungere alcune strane dimenticanze infrastrutturali, che condannano Gorizia all’angolo: gli improbabili collegamenti con l’aeroporto di Ronchi, o meglio di Trieste,  la linea ormai arcaica doppio binario Trieste Gorizia Udine, da velocizzare e potenziare, la lentezza Incomprensibile delle decisioni slovene sulla Lunetta n. 2, di pertinenza slovena, sulla quale non vengono richiesti finanziamenti europei, la scarsa attenzione slovena alla linea della Transalpina, da elettrificare almeno fino a Gorizia, con il conseguente enorme vantaggio delle due città  e dei porti di TRIESTE e di Capodistria . Gorizia, sempre e ancora città potenzialmente forte e collocata in una posizione più centroeuropea di Trieste, viene gelosamente tenuta ai margini  dei circuiti che potrebbero farla decollare. Al Partito Democratico e alla coalizione spetta un importante compito di riflessione e una spinta propulsiva.

Concluse le celebrazioni del centenario della grande guerra, che ha visto il sacrificio generazioni di giovani italiani per la conquista della città Santa, concluse le celebrazioni dei tanti giovani che hanno perso la vita nel  secondo conflitto, a noi rimangono amare riflessioni: a chi tutto ciò sia servito, quali responsabilità gravino su chi non ha saputo né voluto dare una prospettiva di crescita a questa terra tanto contesa, oggi umiliata, nell’ indifferenza e nella rassegnazione.

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