Eutanasia di una città, o la grande abbuffata…

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…sto  elaborando il titolo più idoneo…un sussulto di reazione viene anche dal centro destra al faticoso pulsare del cuore di una città privata della Azienda Sanitaria 2  (AAS2),  della Camera di Commercio della VENEZIA GIULIA, della Confindustria ora della Venezia Giulia,  della Ragioneria Territoriale dello Stato, dell’ ATER, con l’eliminazione del Direttore Generale, del CONSORZIO per lo Sviluppo del Polo universitario, della Direzione del Carcere ( ora in reggenza), oggi dell’ ERPAC. A quanto pare la cabina di regia è rimasta, così come per la sanità, una cabina senza regia. Allora all’Assessore Torrenti la scelta del primol step, l’ERPAC (Ente regionale per il Patrimonio Culturale della regione Friuli Venezia Giulia), Ente con una gestione in rete del patrimonio culturale regionale tra soggetti istituzionali diversi e con sede centrale a Gorizia,  sarebbe divenuto un Hub. Tra i suoi compiti, la gestione dei musei provinciali di Gorizia. Il patrimonio museale era stato diviso da Erpac tra Gorizia e Monfalcone con un vincolo di insediamento dei beni stessi deciso a livello regionale, che permettesse di mantenere il legame storico con le città. L’Erpac – con sede a Gorizia- evidenziava l’allora presidente della Provincia  Gherghetta, non sarebbe stato solo un ente gestore, ma un “polo di riferimento per tutte le iniziative culturali oer l’Isontino e la Regione, un volano culturale per costruire il nuovo ‘pianeta cultura’ per il nostro territorio regionale”. Dichiarazione del 2016, in cui Gherghetta evidenziava che l’Erpac avrebbe avuto bisogno nel primo periodo – di essere sostenuto. Infatti in una convenzione la Provincia si impegnava, a titolo gratuito, a mettere a disposizione di ERPAC le proprie risorse e il proprio staff….” e,  per facilitare la continuità della gestione in fase iniziale, la regione avrebbe messo “a disposizione della Provincia di Gorizia una stanza presso i Musei di Borgo Castello e un presso Palazzo Alvarez”. Lo stesso direttore apprezzava la volontà di Erpac, di essere un hub, uno snodo culturale per tutto il territorio, apprezzando l’aiuto della Provincia  in un “momento di transizione e di complessità programmatiche e pratiche”. Oggi all’operazione di sottrazione di ERPAC e all’ inglobamento di Gorizia alla Città metropolitana,  nel silenzio compiacente del Sindaco,  oltre al lavoro incessante dell’opposizione si erge  seppur a titolo “personale”, la voce dell’Assessore Obizzi, a cui va il riconoscimento di uno scatto di orgoglio. Non ce l’ha fatta neppure lui a reggere a questa vergogna.

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