La casa e l’identità. A 132 anni dalla nascita di Carlo Michelstaedter 1887 -2009

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Ho letto non senza sorpresa la notizia apparsa nei gg scorsi su Il Piccolo e l’Espresso sulla firma dell’atto di acquisto di Palazzo Paternolli a Gorizia, frequentato da uno dei maggiori intellettuali del ‘900,Carlo Michelstaedter, da parte di “Futura Grandi Lavori SRL” e “Partecipazioni Immobiliari” dell’imprenditore Roberto Visconti, (con all’attivo parte dell’Hilton Molino Stucky di Venezia, Villaggi e Porti turistici, golf club, centri commerciali ecc). Del grande filosofo e poeta del 900 Carlo, poichè cultrice e concittadina, mi ero occupata nel corso del mio mandato in Senato la scorsa legislatura, rivolgendo un’interrogazione preoccupata per il degrado  al Ministro dei Beni e delle Attività Culturali FRANCESCHINI, oggi riconfermato in quel ruolo. Chiedevo, ovviamente nel rispetto delle legittime scelte dei proprietari, di favorire un uso uso museale e archivistico sia della casa di Carlo Michelstaedter, sia della storica soffitta della casa oggi in degrado dell’amico Nino Paternolli, dove Carlo spesso si recava con gli amici intellettuali, da utilizzarsi con il consenso dei proprietari per la migliore conservazione e tutela del suo patrimonio letterario,e quale centro studio e di incontro fra culture e religioni, secondo una vocazione che era peculiare dell’uomo, di famiglia ebraica, ma anche della città di Gorizia e del territorio.  Chiedevo al Ministro se intendesse farsi promotore, d’intesa con i proprietari, le istituzioni territoriali e gli enti di ricerca, di progetti di valorizzazione della casa di famiglia del Michelstaedter,  sita in piazza della Vittoria, e di recupero della soffitta di palazzo Paternolli, sita dall’altro lato della Piazza, entrambe siti d’interesse storico.  Nella risposta all’ interrogazione il Sottosegretario prof. Antimo Cesàro chiariva bene i termini della questione, confermando che  l’edificio Paternolli si presenta in un avanzato stato di degrado , che la nuova proprietà subentrata nel 2010 aveva trascurato l’immobile al punto da renderlo praticamente inabitabile. I fatti storici in base ai quali si era ricostruita la presenza del filosofo Michelstaedter nella soffitta dell’edificio Paternolli potrevano certamente essere riconosciuti culturalmente dal Ministero. Il Sottosegretario comunicava inoltre che la Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio riteneva che la comunità locale, pur promotrice di ottime e lodevoli iniziative che avevano  tentato di smuovere l’interesse per il recupero, non aveva purtroppo ottenuto gli esiti sperati, quindi “ il Ministero potrebbe agire solo in sinergia e con il consenso della comunità locale, promuovendo insieme un’iniziativa di recupero che dovrebbe provvedere anche un’attività culturale specifica e relativa ad entrambi gli edifici storici.” Una risposta, dunque, incoraggiante e di apertura.  Però: nel settembre 2016 la Soprintendenza aveva inviato una nota alla proprietà con la quale ricordava gli obblighi di manutenzione dell’edificio Paternolli, in un avanzato stato di degrado di conservazione dell’immobile, ricordando che il decreto legislativo n. 42 del 2004 prevedeva all’articolo 30 l’obbligo della conservazione e, in caso di inosservanza, come da i successivi articoli, poteva imporre l’obbligo della conservazione, anche effettuando, nei casi più gravi dello stato di degrado, un intervento diretto per poi rivalersi economicamente nei confronti della proprietà.  Un preciso obbligo dunque,che lo STATO medesimo avrebbe potuto assolvere,  imputando le spese alla proprietà, e non la realizzazione di un sogno, poichè in ogni caso la legge imponeva di procedere. La  nota, risalente al 6 ottobre 2017, oggi trova la sua attuazione: l’ente proprietario provvede all’esecuzione dei lavori, in assenza dei quali avrebbe provveduto il MIBACT imputando al proprietario le spese.  Il Sottosegretario di Stato Cesàro, docente di Scienze Politiche, accademico, docente di Filosofia politica era intervenuto a Gorizia nel 2017 ospite a un paio di convegni di Èstoria,  e nell’occasione aveva visionato l’ubicazione e lo stato degli edifici in questione.   Quanto alla proposta di trasformare la casa dei Paternolli in Casa dello Studente con 40 posti letto (oggi ne vengono proposti 75) pervenuta allora dalla dott. Pradella, attiva nelle proposte di recupero, lasciava alquanto perplessi. Pradella investì del tema il Consorzio per lo Sviluppo del Polo Universitario, che si espresse velocemente, sentita l’Agenzia Regionale per il Diritto allo Studio Superiore (ARDISS). La risposta, pubblicata sul sito con relativa delibera all’unanimità, fu allora di totale respingimento, considerato il fatto che  la situazione residenziale studentesca a Gorizia risultava “ampiamente coperta” dai 98 posti letto della Casa dello studente di Palazzo de Bassa ( finanziamento pluriennale della Regione FVG).  Palazzo de Bassa, ristrutturato con finanziamento pluriennale della Regione F.V.G., ospita la Casa dello Studente con n. 98 posti letto, a gestione A.R.D.I.S.S. La gestione della nuova struttura, come dalle risultanze sopra specificate, si sarebbe presentata  fortemente antieconomica e non avrebbe offerto elementi per rappresentare una gestione in equilibrio;  Nella Delibera del Consorzio Universitario si precisava inoltre  “Il Consiglio di Amministrazione, ferma restando la bontà della nobile causa legata al recupero della storica soffitta, importante per gli aspetti storico-culturali di Gorizia, dopo ampie ed approfondite analisi e discussione, conveniva unanimemente sul fatto che fosse preferibile esplorare, per i soggetti ideatori, altre vie progettuali, poiché imprescindibili elementi di carattere squisitamente economico e vincoli di carattere giuridico non consentono il coinvolgimento del Consorzio Universitario di Gorizia.”  Come è lecito interrogarsi sull’ipotesi  che compare oggi, accanto al progetto di 75 posti letto per una seconda una casa dello studente, dell’ allestimento di una nuova mensa da destinarsi agli studenti, quando la mensa di Via Alviano, resa operativa dalla Regione dopo almeno tre lustri, stenta a trovare risposte alla gara per i servizi pasti e caffetteria. Certo, tutte Idee apprezzabili, e scelte private legittime, che comunque a mio parere andrebbero vagliate all’interno di una visione realistica ed organica complessiva, che escluda aspetti di improvvisazione, con un sano realismo e visioni di prospettiva,  È lodevole la volontà di tutela di un sito di valore altamente storico che potrebbe ospitare gli scritti, i disegni, gli schizzi, le memorie del filosofo e poeta goriziano e movimentare un’area cittadina; ma non possiamo far passare sotto traccia altri aspetti che rischierebbero di rendere l’ipotesi impraticabile. Innanzitutto vanno valorizzati i luoghi della vita e del tragico suicidio di Carlo Michelstaedter, la casa paterna, sita nella stessa piazza al centro di Gorizia. Carlo Michelstadter , va ricordato, non “si uccise” nella soffitta della casa dell’amico Nino Paternolli, ma nella soffitta di casa propria. E su mensa o sale dedicate vanno verificate le condizioni di fattibiità e di efficacia, evitati sprechi e duplicazioni.  Dispiace invece che, per usare le parole del capolavoro di Carlo, di recente la rettorica sembra aver preso il sopravvento sulla persuasione. Meno improvvisazioni e sensazionalismi, meno corse solitarie, ma  una ponderata valutazione delle cose e un concorso d’idee per portare un reale beneficio alla città più transfrontalera del Paese.

Laura Fasiolo

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