Preoccupazioni reali, sul futuro destino del Territorio.

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È da notizie TV e Stampa che ho appreso che si prospetta nel Territorio del FVG la chiusura per razionalizzazione di due Consorzi Universitari,  quello di Pordenone e quello di Gorizia, come precipitosamente dichiarato sui media dal Sindaco Ziberna a seguito della Riunione avvenuta in Regione con l’assessore Rosolen la stessa mattinata del 28 Agosto. Curioso risulta il fatto che lo stesso precipitoso zelo non trovi riscontro sulla stampa del Messaggero Veneto, del Gazzettino, a tutt’oggi 31 agosto, dalla parte Istituzionale  di Pordenone.

Vale la pena precisare che la fusione del Consorzio  di Gorizia con ISIG ed ICM (si spegne un Consorzio, ENTE PUBBLICO,  per assegnare competenze a un seppur qualificato Ente di Diritto Privato e ad un’Associazione legalmente riconosciuta) risponde ad un’ antica idea di Ziberna, che tra l’altro è stato per anni Presidente del Consorzio stesso. Il Progetto non andò in porto, ma l’idea non fu abbandonata, tant’è che questa primavera il sindaco cercò di trasferire la sede consortile ( costi minimali di locazione alla CCIA proprietaria) presso l’ISIG: l’iniziativa naufragò, in quanto ISIG dichiarò la mancanza di spazi disponibili.

Ma perchè quest’operazione di impoverimento territoriale e con modalità verticistiche e profondamente scorrette considerato che, se al Sindaco Ziberna, titolare del 90% della compagine sociale del Consorzio, non fosse gradita l’attuale presidenza e CDA ( a costo zero), sarebbe stato e sarebbe sufficiente cambiare Presidente e Consiglieri, in scadenza tra pochi mesi (fine novembre 2019)? 

Se poi il “problema” come enunciato dal sindaco, fosse la“ fiscalità”, va precisato che questa andrebbe applicata solo al contributo della Fondazione CARIGO,e sarebbe risolvibile con l’erogazione della quota, anzichè al Consorzio, direttamente ai due Atenei.

Precisi infine il sig Sindaco  da dove ricaverebbe le asserite “maggiori risorse  di 130/ 140.000 Euro da destinare al Territorio…

Merita inoltre attenzione qualche altra sostanziale osservazione:

è importante precisare che tutti i bilanci da almeno 6 anni risultano in attivo, così come efficaci le politiche di sviluppo praticate sia verso gli Atenei e gli studenti. Cito gli assegni di ricerca triennali (75.000 euro anno cadauno) su materie economiche indicate dalla locale Camera di Commercio, strettamente legate all’economia della Provincia; contributi ai due Atenei nella misura complessiva di 60.000 Euro per Ateneo/ Anno Accademico; progetti proposti dalle Università e finanziati dal Consorzio,anche extrafrontalieri; da cinque anni progetti di viaggi di istruzione a Bruxelles presso le Istituzioni europee full immersion per una settimana,stage trimestrali di formazione post Laurea presso le Ambasciate europee ed extra europee, più recentemente  alla Farnesina, completamente a carico del Consorzio, unici per tipologia in Italia, per la durata di tre mesi e per il costo di 3000 euro pro capite; più recenti i corsi intensivi di lingua Cinese gratuiti della durata di 9 mesi con docente di lingua cinese selezionato in base a concorso pubblico, selezione dei 10 migliori studenti per anno accademico per stage in Cina, interamente finanziati dal Consorzio per 35.000 €, tramite le interrelazioni universitarie italiane e cinesi;contributi al DAMS con Film Forum,per la Spring School, seminari professionalizzanti e conferenze per dottorandi; 20 borse di Studio per anno accademico assegnate sulla base di Graduatorie di merito/reddito;…..). L’apprezzamento per le iniziative, di cui vengono citate solo alcune,  è documentato autorevolmente da Enti, Istituzioni pubbliche, da Ambasciate europee e dallo stesso Ministero degli Affari Esteri. LE ATTIVITÀ, inserite in un quadro , unite alla riconosciuta alta qualità della docenza, hanno determinato il conseguimento dell’obiettivo del Consorzio nell’incremento delle iscrizioni ai Corsi di Laurea di Scienze Diplomatiche ed Internazionali ( oltre il DOPPIO del numero previsto) e di Relazioni Pubbliche, con oltre 250 iscritti e persino al Corso di Laurea a ciclo unico di Architettura, quest’anno di probabile incremento del 50%…

Quindi, un ente che ha realizzato una complessa attività, che produce utili ogni anno, un ente che non ha mai richiesto ulteriori contributi, un ente che ha recuperato importanti risorse finanziarie con economie di scala e investendo in borse di studio, in sviluppo,in importanti accreditate esperienze per gli studenti,  un ente che promuove politiche di internazionalità per Gorizia anche mediante workshop ed iniziative mirate a sostegno dell’incremento della popolazione universitaria nazionale ed internazionale, un ente amministrato da un CDA che, ribadiamo, non percepisce compensi, verrebbe smembrato e sostanzialmente chiuso senza consultare preventivamente i soggetti interessati,.

 Il fatto più grave e scorretto istituzionalmente, è che l’operazione è stata ricercata dal Sindaco con il supporto dell’Assessorato regionale , peraltro istituzionalmente non competente a sciogliere alcunchè, ma semmai a sostenere e lanciare progetti  strategici per l’ulteriore sviluppo del Polo Udi GORIZIA, Assessore che si è prestato all’operazione. Inqualificabile l’ arroganza per l’assenza di convocazione sul tema e l’informazione ufficiale ai Rettori, sulla testa di una città impoverita.

Se si tratta di “risparmiare” sopprimendo un Consorzio, con  CDA a costo ZERO, viene spontaneo chiedersi, ad esempio, come mai si assista al silenzio tombale sul pullulare di CDA , a moltiplicazioni di sedie e sedili come nel recente caso ATER. E non solo.

Non nego infine la forte preoccupazione per la responsabilità politica di operazioni avventuristiche nei confronti degli studenti che provengono da Territori extraregionali, da aree molto lontane del Paese come pure da aree confinarie, poiché si rischia di compromettere il funzionamento delle attività ordinariamente svolte a favore della promozione del diritto allo studio in un contesto in cui l’Italia e il Territorio locale già soffrono, rispetto agli altri Paesi UE, di un grave deficit di laureati e in una fase di rilancio collegata all’affermarsi di collaborazioni non solo transfrontaliere ma internazionali di cui si impone lo sviluppo. 

On. Laura FASIOLO, 

Vicepresidente Consorzio.

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