La ZES/ ZLS, una linea strategica del Recovery Fund

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Perché mesi di silenzio e di inattività dall’approvazione della generalità sulla ZES/ZLS (più correttamente ZLSR), perchè mesi di tempo sprecato, quando Gorizia e Provincia aspettano vita, lavoro e rilancio? 

Le imprese languono, gli esercizi chiudono, nel mentre avanza un deserto spettrale da imputarsi al Covid, ma anche a politiche da tempo mute e complici davanti a un disegno di spoliazione della città, priva di una Governance autorevole. Mi chiedo se anche la lentezza procedurale per l’attuazione della ZLS  risponda a una linea “strategica”.

Nella nota di aggiornamento al Documento di Economia e Finanza Regionale (DEFR) 2021,  l’Assessore Regionale alle Finanze ha incluso  la ZLS che rientrerebbe dunque nel Piano nazionale per la ripresa e la resilienza (PNRR progr 21-27) con cui le regioni accederanno alle risorse europee del Recovery Fund. 

Ma il percorso non è dietro l’angolo, l’impiego delle risorse regionali ed europee vede una strada tutta in salita.

Nel DEF Regionale Economico Finanziario 2021 (sezione Trasporti e mobilità) leggiamo che si prevede di istituire una Zona Logistica Semplificata nella Regione Friuli Venezia Giulia, tenuto conto “dell’opportunità offerta dalla modifica introdotta nella Legge di Stabilità 2020, che consente agevolazioni di carattere multisettoriale: finanziarie, di semplificazione amministrativa, di sostegno agli interventi infrastrutturali ed eventuali interventi formativi”. 

Leggiamo che “al fine dell’istituzione della ZLS, dovrà essere elaborato e presentato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri un “Piano di sviluppo strategico” e dovrà essere costituita una Struttura tecnico-amministrativa di supporto.”

La Regione doveva da tempo mettere in opera un tavolo di lavoro, ed a maggior ragione essendo stata l’operazione  condivisa trasversalmente, ed  approvata  all’unanimità al termine di un ampio dibattito del parlamentino regionale. Ciò che Preoccupa è  il silenzio.

Se è urgentissimo intervenire a livello nazionale sui progetti del Recovery, e ad oggi non leggo nella Next Generation Eu riferimenti precisi se non al Porto di Trieste, mi chiedo che si stia aspettando per mettere in moto le procedure, coinvolgere i Sindaci e le categorie economiche. Il Recovery non aspetta, e la partita che si gioca è enorme anche in questo angolo del Paese. Agevolazioni fiscali e finanziarie, semplificazioni burocratiche, intermodalità, collegamenti alle grandi linee di comunicazione europea vanno programmate in tempo utile. La Piattaforma Logistica Regionale sta decollando e, come da intese di questi giorni tra Autorità portuale,Interporto e Confindustria, si rafforzerà il trasporto tra il porto di Trieste e Pordenone con il primo collegamento ferroviario merci.

A noi serve questo ma anche la partita agevolazioni, abbattimento fiscale,semplificazioni.

La città della cultura è un’opportunità ulteriore, straordinaria, ma aggiuntiva, ricordiamolo, e non sostitutiva ad altre opportunità irrinunciabili che richiedono risposte. 

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