No-dad-la-scuola-deve-misurarsi-con-dati-certi. www.orizzontescuola.it, 28 gennaio2021

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Di Laura Fasiolo, già dirigente scolastico- Gorizia, già Senatrice XVII legislatura (DDL Psicologo della scuola; DDL Responsabilità Dir Scol. Sicurezza)

Uno studio recente del ricercatore del Dipartimento di Fisica dell’Università di Torino Alessandro Ferretti sottolinea l’incidenza del Covid tra il personale scolastico. Il ricercatore vede università e ricerca un “bene comune primario”, una “fabbrica di futuro” e mette le proprie competenze a disposizione del mondo della scuola.

I risultati di una sua prima analisi statistica riguardavano i dati sui tamponi scolastici. Questi erano stati resi pubblici dalla Giunta in risposta a un’interrogazione finalizzata a confrontare l’incidenza dell’epidemia nelle scuole con quella della popolazione piemontese e a valutare l’impatto delle misure adottate in corso d’anno.

Dall’analisi dei dati complessivi sul personale scolastico delle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie (tra settembre e novembre) risultava che tra il personale il contagio era molto più diffuso di quanto non lo fosse tra la popolazione; il personale di medie e primarie si sarebbe contagiato con una frequenza due volte e mezzo superiore rispetto alla popolazione, quello dell’infanzia ben tre volte e mezzo, il 10,8% del personale delle materne piemontesi: uno su nove. Lo studio molto complesso è reperibile sul blog del ricercatore.

Lo studio statistico fornirebbe una lettura molto difforme sull’incidenza del Covid tra il personale scolastico da quella che oggi è la più accreditata, a scuola il contagio non c’è, attenzionando ad un’interpretazione fondata su dati e analisi approfondite.

Dunque, senza allarmismi, ma anche senza pregiudizi, sarà opportuno disporre dei dati dei contagiati da settembre ad oggi, distinti tra studenti, docenti e personale Ata, per tipologia di scuola (nido, infanzia, primaria, secondaria di primo e secondo grado), per provincia, per settimana.

Sono giunte critiche e smentite alle conclusioni della ricerca piemontese, ma, giusta o sbagliata che sia, ritengo che con l’attuale recrudescenza del virus il dibattito vada affrontato nel modo il più possibile non ideologico e supportato non da posizioni pregiudiziali bensì da dati oggettivi sui quali si fondi un preciso studio statistico.

Infatti ciò che oggi manca sono i dati, molto carenti, lesinati da chi ce l’ha.

La corretta informazione sulla diffusione o meno del contagio consentirebbe di tornare sui banchi più consapevoli e sereni, ma anche con un sistema integrato DAD e presenza, con altrettanta consapevolezza e serenità.

Intanto un passo avanti: i nostri studenti viaggeranno più distanziati. L’incremento consistente dei mezzi di trasporto predisposto dalle Regioni è un elemento, seppur tardivo, altamente significativo.

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