Recovery Fund, per Gorizia una partita da giocare – IlPiccolo, 7 febbraio 2021

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La città europea della cultura  Gorizia Nova Gorica è un’opportunità straordinaria, ma, ricordiamolo, aggiuntiva e non sostitutiva di altre opportunità irrinunciabili,  offerte dal bilancio e dal Recovery Fund.

 Il “rapporto” affidato a “The European House – Ambrosetti Spa ” presentato nei giorni scorsi a Trieste dalla Camera di Commercio Venezia Giulia ha ipotizzato le prospettive di sviluppo produttivo  economico e sociale di Gorizia e del Territorio: una Gorizia cittadella universitaria, una Gorizia turistica, interventi di rigenerazione e riqualificazione di spazi urbani, un centro storico che risvegli un’anima commerciale con grandi brand ed eventi, una rete di servizi artigianali e negozi innovativi ,Gorizia “polo di shopping experience di alto livello”.

Lo studio non cita tuttavia la logistica, la ferrovia che rappresenta il secondo valico con Fernetti verso l’ Est Europa e la Penisola balcanica, non fa cenno ai collegamenti ferroviari con TS Airport, dimentica il potenziale dell’Aeroporto Duca D’Aosta,  non cita il GECT, importante volano per il rilancio  della funzione turistica economica e sociale della città e del Territorio Isontino. 

Le Imprese languono nel deserto spettrale dettato da norme anti Covid, ma anche da politiche di una Governance traballante, arrendevole e passiva. Dal disegno dichiarato di riorganizzazione del sistema economico della Venezia Giulia, Gorizia emerge come la “parente povera”, a cui viene sottratta, in nome di un’ ipotetica maggiore efficienza, qualsiasi ambizione di  regia.

La ZLRS , considerata dall’ Ambrosetti un volano di sviluppo, viene “ baricentrata sul porto di Monfalcone (pag 109)”, il che è corretto e trova tutti d’accordo, ma non vengono meglio delineate le connessioni con Gorizia e l’Isontino. Pur citando  l’ “economia di frontiera “ della città di Gorizia in flessione economica e occupazionale  per la “concorrenzialità” della Slovenia favorita da agevolazioni fiscali e ridotta burocrazia, non vengono citate prospettive di riequilibrio e sviluppo  attraverso una  partita agevolativa di abbattimento fiscale e semplificazioni, che va assolutamente giocata in questa città e nell’Isontino. Il coinvolgimento pare riguardare SDAG e lo stoccaggio delle merci del freddo. Gorizia con l’Isontino dovranno invece  rivendicare, come deliberato dal Consiglio Regionale, una ZLRS  con agevolazioni fiscali e semplificazione per le imprese, le start up e i servizi, ma lo studio Ambrosetti  stende un velo sulla soluzione del problema .

Confortante invece che, nell’ ambito del Documento di Economia e Finanze (nota al DEFR) 2021,  la Regione abbia incluso  la ZLS nel Piano nazionale per la ripresa e la resilienza (PNRR progr 21-27) con cui si potrà accedere alle risorse europee del Recovery Fund. 

Anche nella sezione Trasporti e mobilità del documento economico regionale  leggiamo che si prevede di istituire una Zona Logistica Semplificata e che a tale scopo dovrà essere elaborato e presentato al Governo un “Piano di sviluppo strategico” e costituita una “Struttura tecnico-amministrativa di supporto.” E in questo piano il ripopolamento industriale di start up dell’innovazione tecnologica e di canale trasportistico verso l’est,  Gorizia non può essere lasciata da parte.

Quindi la Regione per il Recovery Fund, la Next Generation Eu,  metta in moto le procedure, coinvolga i Sindaci e le categorie economiche al più presto. Il Recovery non aspetta, e la partita che si gioca è enorme,  anche in questo angolo del Paese. 

Laura Fasiolo

Già Presentatrice un DDL sulla ZES

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