Enrico Letta Segretario

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Ho votato convinta con rinnovata emozione.


Alcuni passaggi della sua relazione, come il riferimento all’ Ulivo, a Prodi, alle radici fondanti del PD, come l’ambiente, gli ultimi, i sofferenti, i diritti umani, le donne, un problema vero non risolto, i giovani da rimettere al centro mi hanno molto coinvolta. Come l’accento forte verso un’ Italia integrata in Europa e nel mondo, che dia voce allo ius soli. Il tema della sostenibilità ecologica e sociale, il debito pubblico e la PA, la denatalità e il debito demografico, tema drammatico.
Ho apprezzato il richiamo a un partito che, legato ai Valori del suo Manifesto, deve uscire dalle strettoie della subalternità ai 5 stelle, ma aprirsi anche ad alleanze più ampie, senza malpancismi. Un nuovo centrosinistra di cui il Pd si ponga come punto di riferimento di una sinistra progressista, riformista, radicale, con una logica espansiva, aperta ad alleanze necessarie se vuole aspirare a faro di una coalizione vincente.
Un partito che si apra alla gente nelle piazze/Agorà, che all’interno si liberi dal correntismo ottuso, finalizzato al perpetuarsi di una classe dirigente attraverso logiche pilotate da capi corrente e predestinati. Un partito che sia anima e cacciavite, idealità, visione e cambiamento nel cuore.
Letta non dimentica di incoraggiare i docenti, che esercitano il lavoro più bello del mondo, l’istruzione (che non lasci indietro nessuno), la formazione, l’ambiente, il lavoro, la prossimità ai Territori. E mi sono ritrovata nel suo richiamo implicito alla vocazione maggioritaria del PD, ho condiviso il suo volo alto sull’etica nella politica e su quel Manifesto dei valori alla base di tutto. Ho condiviso il suo sguardo lungo che mi ha fatto votare con una rinnovata fiducia.
“Aprire porte e finestre,” questo quanto deve fare un partito rinnovato di prossimità
LF conferenza nazionale

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