Tribunale di Gorizia. Basta sacrifici del capoluogo isontino

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Non sarà Gorizia ancora una volta ad essere sacrificata. No grazie.
Dopo il lavoro di messa in sicurezza del Tribunale di Gorizia d cui mi occupai fin dal luglio 2014, che nel 2016 e 2017 trovò risposta in termini di numero di magistrati attraverso il MOT (giudici tirocinanti), successivamente attraverso l’individuazione del Tribunale dentro un quadro, previsto dalla legge, di area disagiata per insufficienza di organico, oggi il Tribunale di Gorizia ha recuperato buona parte del suo organico.

Alla Presidenza di Giovanni Sansone, dopo il suo pensionamento, è subentrata in via provvisoria la Magistrata Barbara Gallo, in attesa che del subentro ufficiale di uno degli aspiranti, che dovrebbe avvenire a breve.

Quindi nessuna paura: non ricorrono più le condizioni di Area disagiata del Tribunale di Gorizia e non siamo più “pencolanti”. Vanno di certo potenziati gli organici di tutti i tribunali. Ma va anche ridisegnata la centralità del Tribunale di Gorizia, da porre al cuore dell’attenzione, anche perché vi si celebrano i processi amianto, perché area di Confine, perché vi è adiacente un Carcere, ma soprattutto in funzione della revisione ed espansione della sua” geografia giudiziaria” che va ampliata, riequilibrando a livello regionale le aree di pertinenza oggi molto sbilanciate, conseguentemente incrementando l’ organico.

Bene sia stato predisposto un disegno di legge, ma con amarezza osservo che di DDL sono pieni gli archivi e il tempo della legislatura non è così lungo, da presumere che riesca a passare da Camera a Senato. Auspicabile un intervento su tutto l’organico dei tribunali, certo, ma anche specifico sul Tribunale di Gorizia, Perché è molto efficiente e produttivo. E perché Gorizia é Gorizia. E, fino a prova contraria, non aspira, come suggerisce il direttore de Il Piccolo in un suo articolo odierno sulla pagina di Gorizia, a diventare la costola del Tribunale di Trieste.

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